{"id":474,"date":"2010-08-26T11:22:52","date_gmt":"2010-08-26T11:22:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esuccessoveramente.it\/?p=474"},"modified":"2010-09-29T05:50:58","modified_gmt":"2010-09-29T05:50:58","slug":"escape","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/?p=474","title":{"rendered":"ESCAPE"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/ESCAPE.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-475\" title=\"ESCAPE\" src=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/ESCAPE.jpg\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"274\" srcset=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/ESCAPE.jpg 412w, https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/ESCAPE-300x199.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Avevo la pasta sul fuoco in cucina, quando squill\u00f2 il telefono. Alla radio davano la Gazza Ladra di<\/p>\n<p>Rossini, il sottofondo ideale per prepararsi un piatto di spaghetti, ed io l\u2019accompagnavo fischiando.<\/p>\n<p>Fui tentato di non rispondere, gli spaghetti erano quasi cotti, e Claudio Abbado <!--more-->stava giusto per portare l\u2019orchestra filarmonica di Londra all\u2019apice dell\u2019intensit\u00e0\u2019 drammatica. Pazienza, mi rassegnai ad abbassare il fuoco, andai nel soggiorno e sollevai il ricevitore.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019alzavo, pensai che nessuno poteva interrompere, e per nessun motivo, quel momento d\u2019intimit\u00e0\u00a0 tanto atteso.<\/p>\n<p>Risposi con un suono gutturale simulando un guasto. Schiacciai il pulsante per interrompere la linea, e lasciai la cornetta ciondolante lungo il muro. Tornai con soddisfazione alla mia pasta, sollevai la fiamma ed attesi fremente che rincominciasse il bollore. Il coperchio, cominci\u00f2 a danzare nel momento in cui l\u2019orchestra arrivava all\u2019apice del crescendo, poi piano, piano, si dissolse,\u00a0 ed io lo tolsi, assaggiando uno spago. Nella padella a fianco, un sugo regale stava borbottando suoni, che potevano competere col maestro di Pesaro. Nel profondo Sud, dove se ne intendono davvero, chiamano con sommo riguardo questo momento\u00a0 \u201cLa Quacch\u00e9ra Napoletana\u201d. Una vera sinfonia di suoni gradualmente ritmati , \u201cQuach\u2026Quach\u2026Quach\u2026..\u201d.<\/p>\n<p>Osservo ipnotizzato le bolle che lentamente risalgono dal fondo, le guardo implodere, mentre\u00a0 emergono dal sapido magma. Gli interpreti perfetti per la mia serata di fuga.<\/p>\n<p>Mazzancolle, zucchine affettate a\u00a0 julienne e capocollo tagliato sottile, si fondevano in unico effluvio con pomodorini ramati, maturi al punto giusto. Il profumo della cipolla\u00a0 di fondo\u00a0 era appena sfumato. L\u2019odorosa mistura,\u00a0 si spandeva nell\u2019aria in spirali voluttuose, ed il mestolo di legno, girando al ritmo della Gazza Ladra, orchestrava il tutto con maestria, esaltando per primo il sapore del mare, poi quello dell\u2019orto, ed infine si stordiva con\u00a0 il gusto del maiale, che con quel suo tocco greve, invece di acuire il contrasto tra i sapori, li riuniva in un armonico insieme. Il mestolo continuava a roteare amalgamando gli ingredienti. Il ritmico arcuare del polso, faceva innalzare in toni acuti quella sonata di profumi e colori, conducendo i sensi verso il momento magico in cui il gusto avrebbe avuto il predominio. L\u2019armonia della musica di Rossini ed i profumi della mia cucina, rendevano il momento totalmente appagante.<\/p>\n<p>Un ultimo assaggio per capire il grado di cottura, perch\u00e9 la pasta va assaggiata,\u00a0 ed il capiente elmo dei miei giochi di bambino, ritorn\u00f2 ad essere l\u2019oggetto utile, per cui era stato ideato. Ondate di vapore si espansero dal lavello fino ad imperlare le ante dei mobili ed i vetri. La luce si scompose in densi fasci d\u2019ovatta, che un flou pi\u00f9 flou di cos\u00ec si poteva trovare solo nelle foto di tale Helmut Newton. Poi, in un\u00a0 fruscio d\u2019umori, avvenne lo sposalizio. Nella solennit\u00e0 del momento, vapori si fusero a vapori, e la spadellata finale innalz\u00f2 la colonna di note in un crescendo, che poco aveva da invidiare a quello udito prima.<\/p>\n<p>Impiattai con abbondanza, poi con sommo disprezzo dei grandi gourmet, irrorai di grana grattugiato, quella tavolozza superba.<\/p>\n<p>Ammirai l\u2019opera, e senza staccare lo sguardo dal caleidoscopio di colori, aprii il grande frigorifero blu royal, con la portiera uguale a quella delle Cadillac del \u201957, ed estrassi, afferrandola per il lungo collo, una chiara ampolla di vetro fine, dove il Bianchello del Metauro era pronto a salire sul proscenio, secco e fresco alla giusta gradazione. Giusto quel tanto per potersi\u00a0 meritare l\u2019ultimo scrosciante applauso.<\/p>\n<p>Lunghe gocce di rugiada imperlarono il vetro. Fu allora che la\u00a0 mia mano inumidita, rischi\u00f2 di rovinare la magia del momento. Con un\u2019azione maldestra,\u00a0 fece scivolare sull\u2019aristocratico collo, il grosso \u201cTirabouch\u00f2n\u201d, smaltato rosso vermiglio.\u00a0 Questi si ferm\u00f2 con un tonfo sul piano di marmo lucido. L\u2019opera d\u2019arte, invece, che un maestro di Murano aveva carpito nelle forme, ad una natura morta di De Chirico, rote\u00f2 nell\u2019aria, piombando a volo libero verso il pavimento.<\/p>\n<p>Sembrava\u00a0 attratta irresistibilmente dalle mattonelle smaltate alla provenzale. Salvai il prezioso involucro, ed il nettare che esso conteneva, con una presa degna di un \u201ccatcher\u201c della Premi\u00e9re League.<\/p>\n<p>Mi asciugai con dovizia le mani, e la fronte, vistosamente coperta di un manto perlato.<\/p>\n<p>Stappai con decisione. PAAFFF! Inspirai profondamente l\u2019aroma del fresco vino marchigiano, e ne versai fino a riempirlo, (e \u201cperdio\u201d non si dovrebbe fare), un fl\u00f9te di cristallo. Fino al bordo!<\/p>\n<p>Assaporai il vino ed il cibo, e gustai con somma soddisfazione quei piccoli capolavori.<\/p>\n<p>Gli occhi socchiusi, in un momento di beatitudine, vagavano per la stanza, inseguendo improbabili pensieri, finch\u00e9 in un momento di lucida realt\u00e0, non si posarono su quel filo nero ciondolante, che oscillava piano, spinto dalla leggera brezza serale.<\/p>\n<p>Osservai per qualche istante quello strano pendolo di bachelite, figlio di Bell o di Meucci, (dipende dal grado di sciovinismo che uno si ritrova), e lo vidi finalmente, inerme e muto. Soprattutto inoffensivo. Il piacere che provai allora, fu superiore ai tanti, gustati quella sera, e pensai, sazio, che andava proprio bene cos\u00ec.<\/p>\n<p>Dormii profondamente quella notte. Al mattino, il pendolo nero era ancora l\u00ec a fissarmi con la sua lucida impotenza. Lo guardai incredulo, ed allo stesso tempo orgoglioso della piccola rivincita<\/p>\n<p>che mi ero preso su quelli di fuori, mentre una tazza di caff\u00e8 nero, mi snebbiava la mente, dai fumi arcani del vino leggero, che tanto leggero non era. Solo dopo la seconda tazza, mi decisi, e sollevai la cornetta fino alla forca basculante. Ricominci\u00f2 quasi subito a vomitare il suo stramaledettissimo suono, ma ormai era giorno e potevo concedermi nuovamente alla consueta schiavit\u00f9 quotidiana. Il collegamento con il potere era riattivato. La notte di libert\u00e0 estinta. L\u2019eternauta era nuovamente controllabile e perseguibile. Abbassai il capo, e cos\u00ec com\u2019ero m\u2019infilai sotto alla doccia.<\/p>\n<p>G.P.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevo la pasta sul fuoco in cucina, quando squill\u00f2 il telefono. 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