{"id":342,"date":"2010-08-22T19:32:44","date_gmt":"2010-08-22T19:32:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esuccessoveramente.it\/?p=342"},"modified":"2010-12-10T11:43:44","modified_gmt":"2010-12-10T11:43:44","slug":"di-uno-spirito-colorato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/?p=342","title":{"rendered":"DI UNO SPIRITO COLORATO"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><a href=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Das-Maedchen-Das-Wasser-und-der-Sommer.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-343\" title=\"Das Maedchen, Das Wasser und der Sommer\" src=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Das-Maedchen-Das-Wasser-und-der-Sommer.jpg\" alt=\"\" width=\"412\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Das-Maedchen-Das-Wasser-und-der-Sommer.jpg 412w, https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Das-Maedchen-Das-Wasser-und-der-Sommer-300x187.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 412px) 100vw, 412px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Che ne dite di mangiarci un Kebab? -. Cinzia aveva posto la domanda con il suo solito fare distratto, ma il fatto che scrutasse avidamente la via alla ricerca di un ristorante turco dove mangiare, faceva chiaramente intendere lo stato del suo stomaco: riserva!!!<\/p>\n<p>S\u00ec\u00ec\u00ec, daiii, come ai vecchi tempi -, esult\u00f2 Bea, iniziando a saltellare a destra e a sinistra.<\/p>\n<p>La proposta fu accettata senza grossa difficolt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Kebab era diventato, negli anni in cui avevano condiviso quella grande esperienza, che \u00e8 l\u2019essere studenti all\u2019estero, un po\u2019 un sinonimo per dire \u201cstomaco pieno al minor prezzo\u201d. Inoltre le serate trascorse al parco, nella penombra del\u00a0Biergarten, avevano assurto quell\u2019alimento a metafora di vita fuori casa.<\/p>\n<p>Lui in effetti, l\u00ec a Berlino, non ne aveva ancora visti di\u00a0kebabari\u00a0(come avevano ribattezzato i chioschetti dediti alla vendita del panino arabo), ma ad essere sinceri non si era sprecato pi\u00f9 di tanto in ricerche. Eccolo l\u00ec! -. Cinzia indic\u00f2 un piccolo gazebo rotondo dall\u2019altra parte della strada, fra gli alberi.<\/p>\n<p>Siamo sicuri di non volerne cercare un altro? -, chiese lui dubbioso, catalogando subito il posto come \u201csfigato\u201d.<\/p>\n<p>Ho fame -, tagli\u00f2 corto Cinzia.<\/p>\n<p>La giornata era rimasta ventosa ed il sole si era mostrato a sprazzi fra i lunghi colli delle numerose gru, che intasavano il cielo della citt\u00e0. Si sarebbe potuto pensare di essere ancora in pieno dopoguerra, se non fosse stato per l\u2019eccezionale normalit\u00e0 che saliva dalle vie e dai palazzi. In ogni caso fervevano grandi lavori di rinnovamento, per dimostrare al mondo che, Berlino, se possibile era ancora pi\u00f9 viva di quanto gi\u00e0 non sembrasse.<\/p>\n<p>Il gruppetto di amici si stava approssimando allaBrandenburger Tor, immensa porta simbolo delReich, e fu proprio ad un centinaio di metri da questa che lui, complice un raggio di sole a cavallo di un soffio di vento, per un attimo ristette, col boccone alla cipolla piantato in bocca, rapito da qualche cosa.<\/p>\n<p>Rapidi colpi di gessetto blu turchese sfumati ad un azzurro cielo avevano segnato il mondo. Poi un mano rapida e sporca di terra di Siena si era lanciata a graffiare con un violetto che era anche blu notte, e cos\u00ec le forme che scaturivano da quei gesti decisi e voluttuosi sembravano prendere vita.<\/p>\n<p>Lui rimase per un istante inebetito ad osservare fra le gambe ed i corpi dei passanti, che a ondate gli nascondevano la vista di quel variopinto delirio silenzioso. Come le fronde degli alberi celano, con i loro movimenti, la luce del sole, cos\u00ec le persone si frapponevano fra lui e quel mondo colorato, lasciandolo in ombra per qualche momento, poi rimettendolo alla luce di quell\u2019universo.<\/p>\n<p>Inghiottito il boccone, si mosse verso quel centro d\u2019attenzione.<\/p>\n<p>Superata una sparuta ed esile barriera di Spiriti, che a dire il vero non oppose che una blanda resistenza, si affacci\u00f2 al balcone di una spalla e sbirci\u00f2 da vicino.<\/p>\n<p>Vide una donna, semi distesa a terra, con jeans ordinati e maglietta in tinta, gambe allungate di lato, la destra sotto e leggermente piegata, la testa reclina su di un lato. La mano sinistra era preposta a reggere il peso di tutto il corpo, mentre la destra a tradurre in gesti ci\u00f2 che l\u2019istinto incitava a gran voce, ci\u00f2 che balenava in un flash nella sua mente, ci\u00f2 che si rivelava essere un\u2019idea pi\u00f9 colorata delle altre.<\/p>\n<p>L\u2019immagine a terra, che si contorceva nelle forme che andava lentamente assumendo, era di uomo seicentesco, con forme ricche ed abbondanti, capelli arruffati ed occhi grandi. La carnagione era chiara e due grandi ali iniziavano a schiudersi dietro di lui.<\/p>\n<p>Lui scrutava la scena, rapito da quei gesti che, nel contatto del gessetto giallo canarino, trasmettevano energia alle dita ed alle unghie di quell\u2019angelo d\u2019altri tempi. Non c\u2019era spiegazione per quella magia, se non il riflesso che gli occhiali della donna rimandavano del sole. Quel riflesso, pi\u00f9 d\u2019ogni altra cosa, parlava di pensieri inspiegabili che si materializzavano alla velocit\u00e0 del sogno dietro le spesse lenti da vista, semplicemente perch\u00e9 la donna disegnava ci\u00f2 che vedeva. Nulla di pi\u00f9 facile, dunque, che dare vita a qualche cosa che gi\u00e0 esiste, con colori e desiderio.<\/p>\n<p>Chi sei? -. Le parole non gli uscirono dalla bocca, ciononostante lui le ud\u00ec distintamente e le interpret\u00f2 inconfutabilmente come sue.<\/p>\n<p>Una che disegna -, rispose con sincera ovviet\u00e0 la donna che non si era spostata di un centimetro.<\/p>\n<p>Come puoi fare questo?<\/p>\n<p>Questo cosa?<\/p>\n<p>Dare vita ai tuoi pensieri.<\/p>\n<p>Non \u00e8 difficile, basta farlo.<\/p>\n<p>La risposta lo lasci\u00f2 turbato, perch\u00e9 in effetti non aveva senso. Ci pens\u00f2 su per qualche istante, mentre l\u2019angelo incominciava a muovere un braccio per grattarsi un polpaccio. Rimugin\u00f2 quelle parole mentre la figura, sul selciato della terra, incominciava a scrollarsi di dosso la polvere dei gessetti colorati, tuttavia ancora priva di una bocca e di buona parte della gamba sinistra.<\/p>\n<p>Non capisco -, sbuff\u00f2 alla fine.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nulla da capire, c\u2019\u00e8 solo da sentire.<\/p>\n<p>Ancora parole senza senso. Alla fine decise che semplicemente la donna aveva<\/p>\n<p>una dote che lui non possedeva, nulla pi\u00f9. Non c\u2019era niente da spiegare o chiarire: era cos\u00ec e basta.<\/p>\n<p>Mi piace quello che fai.<\/p>\n<p>Mi fa piacere -, sorrise la donna, sollevando appena il volto, ma rituffandosi<\/p>\n<p>subito nel turbin\u00eco cromatico che le stava tempestando sotto.<\/p>\n<p>Quel centro colorato, sotto la\u00a0Brandenburger Tor, aveva quasi un che di metafisico, come se si trattasse di una porta spalancata su di un\u2019altra dimensione dalla quale, prima o poi, sarebbe uscito magari un angelo\u2026 o un demone, a seconda.<\/p>\n<p>L\u2019angelo, dal basso del selciato, gir\u00f2 la testa con uno scatto nervoso.<\/p>\n<p>Prova dolore? -, chiese incuriosito.<\/p>\n<p>No, non credo\u2026<\/p>\n<p>Non lo sai?!?<\/p>\n<p>Non ci ho mai pensato. Io mi stanco molto ma se non partorissi i miei sogni<\/p>\n<p>ed i miei incubi morirei prima ancora di nascere.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 quando parli non si capisce mai quello che vuoi dire?<\/p>\n<p>E\u2019 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il dialogo silenzioso, fra le falde dei pensieri, proseguiva con un cielo in cui le nubi si erano fermate, fra una folla che non si agitava pi\u00f9, in un citt\u00e0 che si era addormentata.<\/p>\n<p>Ma le altre persone che dicono?<\/p>\n<p>Di cosa?<\/p>\n<p>Di questa\u2026 di questa\u00a0cosa. Non lo so, non ne parlano mai, anche se credo che in pochi possano davvero vedere tutto quanto.<\/p>\n<p>Perch\u00e9?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 le esistenze sono vissute sempre di corsa e nessuno si ferma mai ad osservare quello che gli sta attorno, figuriamoci il graffio di un sogno.<\/p>\n<p>Possibile che tu debba sempre parlare difficile?<\/p>\n<p>Che vuoi che ti dica?<\/p>\n<p>Ci pens\u00f2 un attimo. &#8211;\u00a0\u00a0 Niente, va bene cos\u00ec -, decise alla fine.<\/p>\n<p>Uno scatto catalizz\u00f2 per un attimo la sua attenzione. L\u2019angelo aveva dato uno strattone per liberarsi dal cemento e dall\u2019asfalto, ma era ancora incompleto e non gli era riuscito di venir via. Ora se ne stava con i gomiti appoggiati a terra ed il mento nella coppa dei palmi, col busto che spuntava dal marciapiede. Si guardava attorno sbuffando.<\/p>\n<p>Irrequieto\u2026 ma ho quasi terminato.<\/p>\n<p>Lo stai dicendo a me o a lui?<\/p>\n<p>A tutti e due -. Sorrise di nuovo, con aria stanca, mentre un leggero soffio di vento le spost\u00f2 per gioco una ciocca di capelli, depositandogliela sul naso. Lei la sbuff\u00f2 via. La ciocca di capelli vol\u00f2, persa nel vento.<\/p>\n<p>Sei una persona strana<\/p>\n<p>Anche tu<\/p>\n<p>Io?!?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 dovrei essere\u00a0io\u00a0quella strana?<\/p>\n<p>Beh\u2026 Questione di punti di vista -, concluse la donna. &#8211; Se tutti si affannano a destra e a sinistra per una vita frenetica, quelli che si fermano per un attimo diventano strani esseri che cercano di opporsi alla corrente. Credo di s\u00ec -. Non ci aveva mai pensato, in effetti, a tutte quelle cose e non \u00e8 che il discorso nel suo insieme lo convincesse, ma quei colori continuavano a rapirlo, quei movimenti sicuri ed esperti gli parlavano di un sentimento, e tanto bastava.<\/p>\n<p>Un altro scatto e l\u2019angelo si tir\u00f2 in piedi, nel mondo reale. Stratton\u00f2 per qualche istante la gamba sinistra, per liberare l\u2019alluce dai colori, poi si stiracchi\u00f2, e sotto gli occhi stupidi ed increduli di lui, si allontan\u00f2 con andatura barcollante.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 non vola via?<\/p>\n<p>Non credo possa volare.<\/p>\n<p>Come mai?<\/p>\n<p>Mi sa che non gi ho disegnato un pezzo di ala.<\/p>\n<p>Ma cosa\u2026<\/p>\n<p>Ha avuto fretta di andarsene, che avrei dovuto fare? Non \u00e8 che i disegni mi vengano sempre perfetti.<\/p>\n<p>Ma sono i tuoi pensieri, i tuoi sogni.<\/p>\n<p>E con questo? Tu ricordi sempre un sogno quando ti svegli la mattina?<\/p>\n<p>Beh, no, ma\u2026<\/p>\n<p>E se hai qualche cosa in testa, un\u2019immagine, riusciresti a rappresentarla perfettamente su un foglio bianco?<\/p>\n<p>Veramente a volte ho l\u2019impressione che scappino a bell\u2019apposta per non farsi prendere.<\/p>\n<p>Vedi? Magari \u00e8 perch\u00e9 mi sono messa a parlare con te e quindi, distratta, non sono riuscita a mantenere la concentrazione sul disegno e l\u2019idea \u00e8 sfumata fino ad andarsene\u2026 incompleta.<\/p>\n<p>Il ragionamento non faceva una grinza, ebbe a considerare, ed in un certo senso quelle osservazioni lo facevano sentire colpevole.<\/p>\n<p>Ci muoviamo? Ci mise un istante di troppo per capire che la voce non era pi\u00f9 quella della donna.<\/p>\n<p>Allora? -. Cinzia lo scosse per una spalla. &#8211; Ci sei? Dobbiamo restare qui tutto il giorno a guardare il disegno? Se n\u2019\u00e8 andata anche la signora che lo stava facendo.<\/p>\n<p>Un rapido sguardo stupito gli conferm\u00f2 che in effetti non c\u2019era quasi pi\u00f9 nessuno della piccola cricca che si era formata a guardare la donna, n\u00e9 tanto meno c\u2019era lei.<\/p>\n<p>S\u00ec, scusa, \u00e8 solo che\u2026<\/p>\n<p>Cosa?<\/p>\n<p>Nulla, non ti preoccupare.Recuperati gli amici spagnoli abbioccati su di un praticello l\u00ec vicino, passarono<\/p>\n<p>sotto la\u00a0Brandenburger Tor\u00a0e proseguirono il loro giro turistico per Berlino.<\/p>\n<p><a title=\"LINK_AMICI.html\" href=\"file:\/\/\/Users\/pippo\/Desktop\/esuccessoveramente.it\/esuccessoveramente.it\/LINK_AMICI.html\">CAMPORESE ANDREA<\/a><!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che ne dite di mangiarci un Kebab? -. 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