{"id":260,"date":"2010-08-22T18:51:29","date_gmt":"2010-08-22T18:51:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.esuccessoveramente.it\/?p=260"},"modified":"2010-12-10T11:48:38","modified_gmt":"2010-12-10T11:48:38","slug":"lanziano-russo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/?p=260","title":{"rendered":"L\u2019ANZIANO RUSSO"},"content":{"rendered":"<p><!--:it--><a href=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Brueghel-tower-of-babel.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-261\" title=\"Brueghel-tower-of-babel\" src=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Brueghel-tower-of-babel.jpg\" alt=\"\" width=\"375\" height=\"282\" srcset=\"https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Brueghel-tower-of-babel.jpg 375w, https:\/\/www.esuccessoveramente.it\/wp-content\/uploads\/2010\/08\/Brueghel-tower-of-babel-300x225.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 375px) 100vw, 375px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019ANZIANO RUSSOFeriolo, 13\/09\/2005<\/p>\n<p>Che numero dobbiamo prendere? -, domand\u00f2 mentre tentava di decifrare la mappa delle linee della metro. Segmenti colorati si intersecavano e diramavano in tutte le direzione, senza privilegiare alcuno dei quattro punti cardinali, e creando cos\u00ec una matassa multicolore nella quale solo un esperto si sarebbe potuto orientare.<\/p>\n<p>Mah, penso che la 431 o la 472 vadano bene entrambe -, borbott\u00f2 Cinzia poco convinta, &#8211; o almeno cos\u00ec ha detto Gabo.Gli amici spagnoli li aspettavano sul limitare della banchina d\u2019attesa. Non capendo un accidenti di tedesco si erano tirati fuori da quella complicata operazione.<\/p>\n<p>Un\u2019imprecazione si liber\u00f2 nell\u2019aria, quando l\u2019ennesimo tentativo di ottenere un <!--:--><!--more--><!--:it-->biglietto non and\u00f2 a buon fine. Quella macchinetta infernale richiedeva, in ordine perfetto, tutte le precise informazioni necessarie a stampare il rettangolino rosa smorto che avrebbe consentito loro di viaggiare con le spalle coperte fino alla mezzanotte. Il problema consisteva nel fatto che ad ogni errore la trafila doveva necessariamente riprendere da capo. Ma che accidente\u2026 -, l\u2019ennesima serie di parolacce non prese il volo, zittita da una mano nodosa e spruzzata di pelo scuro, che si era infilata sulla destra e tentava invano di inserire una banconota da cinque euro nell\u2019apposita fessura. Mi scusi! un attimo ed abbiamo finito -, sorrise lui nervosamente alla volta di un anziano tracagnotto con due terribili denti dorati, che facevano capolino a lato della bocca ogni qual volta questa si apriva nell\u2019atto di sbuffare per il caldo. La giornata era in effetti curiosamente soleggiata e luminosa, dopo il gran temporale della notte passata, e l\u2019aria si era fatta di colpo calda ed estiva. Proprio in quel momento, il sole era stato velato da una nuvola, una delle molte che nei giorni precedenti si erano rincorse nel cielo di Berlino, ed il riflesso opaco sui binari, che si perdevano in ampie curve fra edifici semi abbandonati, sembrava quasi far presagire un tramonto ben lungi da venire. S\u00ec, beh, comunque non \u00e8 che si capisca tanto da questa cartina. Potevano mica farla un po\u2019 pi\u00f9 semplice? Sono tedeschi\u2026 -, sorrise Cinzia, tirando nel contempo un\u2019occhiata di traverso al signore che ancora stazionava al loro fianco. Lui, leggendo in quello sguardo rubato un cenno di via libera, tent\u00f2 nuovamente di inserire la banconota con mano tremante.<\/p>\n<p>Un attimo, per favore -, ripet\u00e9 lui, spazientito. Il vecchio sollev\u00f2 due cespugliose sopracciglia brizzolate, alla cui ombra si muovevano occhi vivaci su un terreno arso e scabroso segnato dal tempo. In un sorriso d\u2019orato borbott\u00f2 : \u201cAlexanderplatz!\u201d. I due ragazzi si tirarono un\u2019occhiata dubbiosa e fecero finta di nulla. Ormai la meta era vicina e presto avrebbero conquistato l\u2019amb\u00ecto biglietto. Nulla contava a quel punto contava di pi\u00f9, trofeo di uno scontro titanico contro la precisione teutonica. Nel giro di pochi istanti, in uno squillo di trombe fantasma, la macchinetta grattugi\u00f2 fuori il cartoncino da convalidare, accompagnato da ben due centesimi di resto.<\/p>\n<p>Cinzia lo afferr\u00f2 come si potrebbe presumibilmente afferrare dell\u2019acqua nel deserto e corse a mostrarlo agli amici spagnoli, con ampio ed orgoglioso gesticolare.<\/p>\n<p>Lui rimase per un istante sotto la volta metallica che sovrastava la banchina d\u2019attesa. Quell\u2019abito antico che indossavano sempre le citt\u00e0 tedesche era qualche cosa che lo affascinava da tempo. Era un vestito evidentemente vecchio, ma che tradiva il nuovo che aveva accompagnato la ricostruzione dopo la Guerra. S\u2019immaginava come dovesse essere apparso tutto qualche decennio prima, dopo l\u2019ennesimo raid aereo, dopo l\u2019ennesimo bombardamento, con la gente che cercava una via di fuga che spesso non esisteva. Poteva respirare ancora i fantasmi di quelli che erano morti per quelle terre e, pi\u00f9 in l\u00e0 negli anni, di quelli che avevano tentato di riabbracciare un figlio separato nella notte da un muro nato dall\u2019odio e dalla rivalsa degli uomini.<\/p>\n<p>Alexanderplatz! La voce, con una forte cadenza slava, si era fatta largo fra i suoi pensieri cos\u00ec come prima la mano nodosa ed antica si era fatta largo fra i suoi movimenti. Elementi diversi del medesimo mondo. Che linea deve prendere? -, domand\u00f2 all\u2019anziano signore voltandosi e mettendolo, per la prima volta, bene a fuoco. Portava un cappello ed un cappotto che lo facevano sembrare un boss malavitoso degli anni Cinquanta. Ma il grosso anello d\u2019oro (forse) che portava al mignolo, corrispondeva perfettamente al clich\u00e8 dell\u2019anziano russo che lui aveva in mente. Le scarpe scure, il corpo robusto, e la camicia tinta unita completavano il personaggio.<\/p>\n<p>Alexanderplatz! -, ripet\u00e8 questi senza il minimo dubbio. Si volt\u00f2 verso la macchinetta e tent\u00f2 nuovamente di infilare la banconota da cinque euro nella fessura per le carte di credito. No, un attimo, lasci fare -. Si allung\u00f2 in avanti, da buon boy scout (lui li odiava, i boy scout), ed infil\u00f2 i soldi nella fessura corretta, dopo esserseli fatti consegnare non senza qualche difficolt\u00e0. Tak! -, se ne venne fuori l\u2019anziano con un sorriso che riflett\u00e9 per un attimo un raggio di sole. \u201cPolacco\u201d, pens\u00f2 lui rispolverando vaghe nozioni di quella complicatissima lingua.<\/p>\n<p>Prosz\u0119 -, azzard\u00f2 in tutta risposta. Il vecchio non diede cenno di aver inteso.\u00a0 Mi sa che non \u00e8 polacco -, borbott\u00f2, ricordandosi per\u00f2 in quel preciso istante, che in effetti in polacco \u201cTak\u201d significa \u201cS\u00ec\u201d. Come a voler sedare dubbi e crucci ulteriori, la macchinetta stampigli\u00f2 a tempo di record il nuovo biglietto. La S-Bahn arriva fra un paio di minuti -, lo avvert\u00ec Cinzia dai binari. Ok! -. Fece un cenno con la mano, poi si volt\u00f2 verso l\u2019anziano russo (chiss\u00e0 perch\u00e9 ormai si era convinto che fosse tale). &#8211; Dove deve andare? -, tent\u00f2 in tedesco, ma senza alcun risultato. Il suo interlocutore stava tentando di leggere la cartina delle linee della metro. &#8211; Capisce quello che dico? -. Evidentemente no, visto che nemmeno con l\u2019inglese fece una piega.\u00a0 Alexanderplatz! -, azzard\u00f2 infine di colpo. Il vecchio lo guard\u00f2 illuminandosi. &#8211; Alexanderplatz! -, gli fece eco, dipingendosi poi una smorfia di disappunto e gesticolando in malo modo verso l\u2019incomprensibile piantina. Seee, Alexanderplatz -, sbuff\u00f2 lui cercando la fermata in questione sul tabellone.<\/p>\n<p>Ma che stai facendo? -, gli chiese Cinzia avvicinandosi.<\/p>\n<p>Sto tentando di dare una mano a questo tizio.<\/p>\n<p>Al vecchietto?<\/p>\n<p>Esatto<\/p>\n<p>Dove deve andare? -, domand\u00f2 la ragazza all\u2019anziano russo.Lascia perdere, non capisce nulla! Parla solo russo.<\/p>\n<p>E tu come fai a sapere che \u00e8 russo?<\/p>\n<p>Boh, mi sembra che possa essere russo. Comunque n\u00e9 tedesco, n\u00e9 inglese, n\u00e9 spagnolo\u2026 e nemmeno polacco -, decise in ultima. &#8211; L\u2019unica cosa che mi sembra chiara \u00e8 che deve andare ad Alexanderplatz. Ci passiamo anche noi -, comunic\u00f2 candida Cinzia.<\/p>\n<p>Bene! Allora magari ce lo portiamo dietro.<\/p>\n<p>Il fremere dei vetri in plexiglas della bacheca annunci\u00f2 l\u2019arrivo della S-Bahn.<\/p>\n<p>E\u2019 la nostra?<\/p>\n<p>S\u00ec.<\/p>\n<p>Allora andiamo\u2026 venga, a n d i a m o -, disse alla volta dell\u2019anziano russo.\u00a0 Parlava come si parla ad un bambino di pochi mesi: lentamente e con ampi gesti della braccia. Il vecchio, di rimando, sfoggi\u00f2 l\u2019ennesimo sorriso dorato e si diresse verso i binari.<\/p>\n<p>No, non di l\u00e0, accidenti! -. Fece due passi rapidi e lo super\u00f2, indicandogli, con gesto eloquente, l\u2019altra direzione. Il vecchietto sollev\u00f2 il cappello in segno di ringraziamento, ed emise qualche altro incomprensibile suono, poi trotterell\u00f2 verso il treno in arrivo. La periferia della citt\u00e0 scorreva rapida fuori dal finestrino, con i suoi monumenti all\u2019abbandono industriale ed al decadimento delle cose che vengono semplicemente dimenticate in un angolo. Le anime metalliche di vetrate osservavano cieche dai uri di casermoni che si alternavano a cortili ingialliti dalla ruggine di scheletri a motore. In lontananza, verso il centro, le guglie dei nuovissimi grattacieli in vetroacciaio salutavano con la mano. Il vecchietto scrutava tutto questo come si scruta un mondo sconosciuto, e lui osservava il vecchietto come si osserva uno Spirito che entra nella tua vita in maniera inaccettabilmente improvvisa e decisa. Si impone alla tua attenzione senza che tu ci possa fare nulla, cambia la monotonia rassicurante della giornata, e tu inconsapevolmente ed inevitabilmente adatti la tua vita alla nuova presenza. Guard\u00f2 per qualche istante quell\u2019anziano personaggio che se ne stava naso per aria, ed osservava con estremo interesse ora le gambe di una giovane donna ora la mappa con le diverse linee. Chiss\u00e0 cosa gli passava per la testa. Insomma, \u00e8 gi\u00e0 difficile a volte per un ragazzo giovane andarsene in giro in una citt\u00e0 straniera, figuriamoci per una persona anziana. Ma forse in fin dei conti cose come quella in una citt\u00e0 come Berlino erano all\u2019ordine del giorno. C\u2019erano talmente tante persone, sole o in compagnia, straniere o meno, spiriti liberi o incatenati dal dolore sotto il cielo di quella citt\u00e0, che uno non si sentiva mai solo\u2026 almeno al primo impatto\u2026 o magari tutto quell\u2019esubero di vite faceva sentire ancor pi\u00f9 forte il vuoto, dentro e fuori.<\/p>\n<p>Alexanderplatz! -, sbott\u00f2 di colpo il vecchietto, strappandolo nuovamente ai suoi pensieri. Stava indicando un punto non ben definito sopra la sua testa.<\/p>\n<p>Deve aver trovato la fermata -, comment\u00f2, non senza soddisfazione, Cinzia.<\/p>\n<p>S\u00ec, ma guarda bene. Sei sicura che ci passiamo pure noi? A me sembra che si debba cambiare.<\/p>\n<p>Accidenti, mi sa che hai ragione. Come facciamo? Il vecchietto, forse intuendo una complicazione, inizi\u00f2 un lungo discorso fatto di toni ammiccanti e pacche sulle spalle ai suoi giovani accompagnatori. Ovviamente nessuno di loro cap\u00ec un accidente di tutto quel discorso, ma la voce forte di quel personaggio attempato, la sua mimica rugosa, il suo sorriso dorato, insomma tutta la sua persona lasciarono loro un retrogusto di dignitoso rispetto per lui, che se ne andava a spasso per la citt\u00e0 enorme.<\/p>\n<p>Dove deve andare? -. Una ragazza dai lunghi capelli scuri si era avvicinata. Aveva parlato in un italiano stentato.<\/p>\n<p>Possiamo parlare i tedesco -, le sorrise lui. &#8211; Deve raggiungere Alexander- platz, ma parla solo russo, credo, e quindi\u2026 La ragazza non lo bad\u00f2 pi\u00f9, ed inizi\u00f2 tranquillamente a conversare con il vecchietto che, illuminandosi per aver trovato una persona che comprendesse i suoni da lui emessi, si mise probabilmente a raccontarle la storia della sua vita. O magari no, magari le raccont\u00f2 solo di quella giornata incredibile, a spasso per i viali di Berlino. I due, il vecchio russo e la giovane, scesero alla fermata successiva con un cenno di commiato.<\/p>\n<p>Speriamo bene -, brontol\u00f2 lui, allungandosi sul sedile giallo ocra con intarsi azzurri. La citt\u00e0 scorreva rapida oltre i finestrini rigati, mentre la S-bahn seguiva il binario ad anello che correva tutt\u2019attorno al centro di Berlino. Lo abbracciava, asola di metallo, e metteva in comunicazione tutte la parte dello stesso organismo cittadino.<\/p>\n<p>Chiss\u00e0 che fine avr\u00e0 fatto quel vecchietto -, se ne venne fuori lui mentre alcune vecchie architetture industriali facevano bella e rapida mostra di s\u00e9.<\/p>\n<p>Magari c\u2019era qualche nipote ad aspettarlo alla stazione.<\/p>\n<p>Ma ti pare possibile che uno se ne vada in giro senza spiccicare nemmeno una parola di tedesco? E a quell\u2019et\u00e0, poi. Pu\u00f2 essere pericoloso -, sentenzi\u00f2 deciso.<\/p>\n<p>Si vede che era un uomo coraggioso -, concluse Cinzia alzandosi e preparandosi per scendere.<\/p>\n<p>C.A.<!--:--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ANZIANO RUSSOFeriolo, 13\/09\/2005 Che numero dobbiamo prendere? -, domand\u00f2 mentre tentava di decifrare la mappa delle linee della metro. Segmenti colorati si intersecavano e diramavano in tutte le direzione, senza privilegiare alcuno dei quattro punti cardinali, e creando cos\u00ec una matassa multicolore nella quale solo un esperto si sarebbe potuto orientare. 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