<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>E S U C C E S S O V E R A M E N T E</title>
	<atom:link href="http://www.esuccessoveramente.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.esuccessoveramente.it</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 06 Mar 2012 07:50:24 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>I segni</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2011/11/22/i-segni/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2011/11/22/i-segni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 09:11:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=847</guid>
		<description><![CDATA[Domenica parlavo a mio fratello che spesso ci arrivano dei segni per farci capire qualcosa. A me queste cose succedono di continuo. Tempo fa volevo riallacciare l&#8217;amicizia con una persona e uscendo da lavoro continuavo a dirmi &#8220;adesso vado&#8221;. Uscendo dal cancello di dove lavoro avrei dovuto girare a sinistra per andare da lui e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2011/11/Tortora13Mag09C.jpg_200951685016_Tortora13Mag09C.jpg"><br />
<img class="aligncenter size-medium wp-image-848" title="Tortora13Mag09C.jpg_200951685016_Tortora13Mag09C" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2011/11/Tortora13Mag09C.jpg_200951685016_Tortora13Mag09C-300x216.jpg" alt="" width="300" height="216" /></a>Domenica parlavo a mio fratello che spesso ci arrivano dei segni per farci capire qualcosa. A me queste cose succedono di continuo.</p>
<p>Tempo fa volevo riallacciare l&#8217;amicizia con una persona e uscendo da lavoro continuavo a dirmi &#8220;adesso vado&#8221;.</p>
<p>Uscendo dal cancello di dove lavoro avrei dovuto girare a sinistra per andare da lui e invece mi son detto &#8220;andrò più tardi&#8221; e nel girare a dx  stavo per investire un pedone.</p>
<p>Sembrava quasi mi dicesse:  &#8221;hai sbagliato strada se andavi dall&#8217;altra parte non succedeva nulla&#8221;.</p>
<p>A questo &#8220;segno&#8221; non ci sono arrivato subito, ma poco dopo perché poco più avanti, poco prima di un incrocio mi son ridetto &#8220;invece di andar dritto verso casa mia, giro a destra e prendo il coraggio a due mani e mi faccio vivo dopo tanto tempo, magari qualcosa riesco a dirgli&#8221;.</p>
<p>Anche questa volta non mi sono ascoltato e ho mantenuto la velocità, senza frenare visto che non dovevo girare.</p>
<p>Pam ! Una macchina, poco prima dell&#8217;incrocio non  rispetta la precedenza e gli sbatto contro.</p>
<p>Risultato, macchina distrutta tutta la parte destra e io in piedi, senza nessun danno apparente, neanche uno striscio, lo scooter ancora &#8220;usabile&#8221; tanto che l&#8217;ho usato per tornare a casa.</p>
<p>L&#8217;uomo della macchina ha cercato il morto, non ci credeva che ero io.</p>
<p>Forse anche questo era un segno ?</p>
<p>Posso crederci come no.</p>
<p>Alla fine, comunque non ci sono andato, troppo codardo.</p>
<p>Ogni tanto troviamo dei pulcini in giro per il mondo e puntualmente chiamiamo la Lipu che prontamente se li accorpa, sollevandoci da un grande onere, che è quello di allevarli e curali fino a farli volare via.</p>
<p>Due settimane fa abbiamo trovato un piccolo di tortora davanti all&#8217;uscio di casa.</p>
<p>Nella sfortuna, della tortora, c&#8217;è anche una fortuna ed è quella che siamo usciti noi per primi anziché i nostri due felini.</p>
<p>Era un sabato così ha preso il nome del giorno: Sabato.</p>
<p>Questa mattina, ho pensato di mettere Sabato davanti al balcone del bagno, In casa c&#8217;era un silenzio insolito e dalla finestra un luce molto debole.</p>
<p>Stranamente non passavano macchine e il silenzio continuava a durare.</p>
<p>Mi sono fermato a guardare Sabato, gli stanno venendo fuori i disegni classici della tortora, il cerchi nel collo il grigio mi sembra più chiaro.</p>
<p>Guardare un Cucciolo volatile e accarezzarlo non è da tutti i giorni, è un privilegio che pochissimi hanno.</p>
<p>Comunque ti porta a svuotare la mente per poi soffermarsi al primo pensiero che si fa largo dal bacino di pensieri che si ha in testa.</p>
<p>Chissà se mai potrà volare, magari anche scagazzarmi in testa e raccogliere i miei insulti.</p>
<p>Glielo auguro. Mentre facevo questi pensieri la tortora ha cominciato a stirare le ali, sembrava quasi che me le mostrasse: &#8220;guarda che bellissime ali che ho &#8221; poi ha cominciato a pigolare.</p>
<p>A fatica ho trattenuto la commozione.</p>
<p>Chissà se è un segno anche questo, la giornata è solo all&#8217;inizio.</p>
<p>Arrivato al lavoro mi sono messo in Negramaro come fondo musicale e mentre ascoltavo &#8220;un passo indietro e già sò di aver torto e non ho più le parole&#8230;&#8221; mi bussano alla porta ed entra un professore.</p>
<p>Strana visita, di solito al mattino presto non ricevo visite e invece è venuto a portarmi 3 regali:</p>
<p>un cristallo enorme che allontana la gelosia e le onde negative e elettromagnetiche (visto che ci lavoro in mezzo)</p>
<p>un cristallo che  equilibra il corpo emotivo</p>
<p>e il terzo è il gesto, saper che ha usato del suo tempo libero, pensare, andare nel negozio, per me.</p>
<p>Non sono più riuscito a trattenermi e ho pianto, anzi lo sto ancora facendo e mi anche venuto molto freddo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2011/11/22/i-segni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La coscienza</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/09/13/la-coscenza/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/09/13/la-coscenza/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Sep 2010 07:28:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[Gatto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=570</guid>
		<description><![CDATA[7:45 Questa mattina ho letto un trafiletto sul giornale che diceva &#8220;una stretta di mano ti allunga la vita&#8221;. Leggendo un pò più a fondo emergeva che se sei una persona forte  e equilibrata vivi più a lungo. Veramente quello che volevo scrivere non è questo, ma un&#8217;altra cosa. Questa mattina, ho trovato un traffico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<address style="text-align: center;"><span style="font-style: normal;"><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/09/gatto-thumb.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-571" title="gatto-thumb" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/09/gatto-thumb.jpg" alt="" width="340" height="257" /></a></p>
<h6 style="text-align: center;"><span style="font-weight: normal;">7:45</span></h6>
<p style="text-align: center;">
<p></span></address>
<h6><span style="font-weight: normal;">Questa mattina ho letto un trafiletto sul giornale che diceva &#8220;una stretta di mano ti allunga la vita&#8221;.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Leggendo un pò più a fondo emergeva che se sei una persona forte  e equilibrata vivi più a lungo.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Veramente quello che volevo scrivere non è questo, ma un&#8217;altra cosa.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Questa mattina, ho trovato un traffico incredibile e per mia fortuna ho preso la bicicletta per andare al lavoro (in ritardo).</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Fatti pochi metri vedo un gattino sul ciglio del marciapiede che miagola molto forte e tenta di alzarsi, Ovviamente la coda di macchine è lunghissima (almeno 5 km !!!).</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Nessuno che bada al gatto, neanche io&#8230;</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Apro una parentesi,solo per trovare un motivo al mio comportamento.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Questa estate, ho vissuto un&#8217;esperienza simile e subito ho cercato un veterinario e poi mi sono recato sul posto e il gatto non c&#8217;era più. Delle sere dopo l&#8217;ho rivisto che sgattaiolava per dei vicoli.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Quel gatto sdraiato a terra solo per riposarsi.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Ma quello di oggi sicuramente no.</span></h6>
<h6><span style="font-weight: normal;">Ho già chiamato il veterinario e mi assicurato che si recherà subito nel posto per controllare la situazione e sistemare la cosa.</span></h6>
<h6 style="text-align: center;"><span style="font-weight: normal;">Speriamo bene, intanto aspetto la sua chiamata. Ho ancora il miagolio che mi rimbomba nel cervello.</span></h6>
<p><span style="font-weight: normal;">Aggiornamento, il veterinario è passato e non ha trovato nulla, chiedendogli meglio, si è recato nel posto sbagliato !</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Ho chiamato la mia &#8220;lei&#8221;, è andata subito nel luogo e non ha trovato nulla.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Ho chiesto lumi sul fatto che avesse capito bene il posto,  per fortuna aveva capito bene.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Fatto sta che il gattino non c&#8217;è più spero che qualcuno lo abbia raccolto e curato, voglio pensare positivo.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Certo che potevo darmi una mossa e arrivare in ritardo al lavoro !</span></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/09/13/la-coscenza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>EFFETTO MOSTRA</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/effetto-mostra-2/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/effetto-mostra-2/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:57:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=546</guid>
		<description><![CDATA[Spesso in autunno vicino alla mia trattoria, in un bel palazzo, vengono organizzate delle mostre di pittura. Molte e molto belle, tra le più viste, quelle dei Macchiaioli, Boldini e De Chiricho. Hanno attirato e attirano un sacco di visitatori. Completamente diversi, dai pellegrini della basilica del Santo, molto spesso famiglie e persone devote semplici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/EFFETTO-MOSTRA.png" ><img class="aligncenter size-full wp-image-547" title="EFFETTO MOSTRA" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/EFFETTO-MOSTRA.png" alt="" width="297" height="367" /></a></p>
<p style="padding-left: 30px;">
<p>Spesso in autunno vicino alla mia trattoria, in un bel palazzo, vengono organizzate delle mostre di pittura. Molte e molto belle, tra le più viste, quelle dei Macchiaioli, Boldini e De Chiricho.  Hanno attirato e attirano un sacco di visitatori.  Completamente diversi, dai pellegrini della basilica del Santo, molto spesso famiglie e persone devote semplici e genuine.  I visitatori delle mostre sono un popolo a se.  Appena entrano nel mio locale li riconosci subito, sguardo sognante, ritmo lento, capacità di comprensione poco sotto lo zero.  Un tempo , quando c’era un’altra collega che lavorava con, me facevamo una specie di scenetta.  Quando arrivavano questi “sognatori”, che ti guardavano come se fossi  “il buon selvaggio”,  dovevi armarti di tanta pazienza.  Sembrava che parlargli di cibo fosse una cosa che non li riguardasse, quasi si cibassero solo d’arte.  Quando la mia ex collega, li vedeva particolarmente sulle nuvole, chiedeva loro : “siete stati alla mostra ?”  loro  con un sorrisino estatico rispondevano di sì.  Allora lei mi ripeteva : “Sono stati alla mostra , sai !”.  Che per noi voleva dire: ” accidenti che sballinati, mi ci vorranno due ore per fargli ordinare un primo, giusto il tempo che ritornino dal 1850″.  Così il mito che i frequentatori delle mostre fossero dei ” fuori dal tempo” è rimasto e si ripete ancora.  Finalmente con il mio compagno andiamo a vedere, per la prima volta (vergognoso), la mostra che attualmente impegna le sale del palazzo (Telemaco Signorini).  La mostra è bellissima e per niente noiosa, abbiamo fatto il primo giro lentamente e poi un secondo giro soffermandoci a guardare, quelle che per noi erano, le opere più interessanti.  Quando uscimmo dalla mostra, la signorina della reception, che ci conosceva, ci ha chiesto se siamo stati dentro tutto quel tempo, cosa rispondergli ?  Sarà che quel giorno avevo lavorato tantissimo,  sarà stata l’atmosfera all’interno molto rilassante, fatto sta che mi è venuta la cosiddetta “cagna”, che non è altro quello stato di sfinimento che si prova quando si è stanchi, il cuore batte lento e la pressione è a due.  Ci incamminammo in questo stato fino agli scooter parcheggiati li accanto.  Partimmo ma dopo pochissimo il mio scooter si fermò inesorabilmente e non ne volle più sapere di ripartire.  Giustamente si fermò nel crocevia di massimo passaggio pedonale.  Seguì una serie interminabili di estrazioni , pulizie e riposizionamenti della maledetta candela da parte del mio compagno.  Il tutto con molta calma, forse l’effetto mostra ?  Mentre il mio compagno opera sullo scooter mi accorgo che, ci sono due tipi che si mettono tra noi e il mezzo dove ci sono le chiavi inserite sul blocchetto.  Anche un signore in bicicletta ci osservava da quando ci siamo fermati.  Vado a togliere le chiavi, la prudenza non è mai abbastanza, poco dopo il mio adorato scooter riparte.  IL mio lui mi dice, monta subito altrimenti si spegne.  Obbedisco e parto, lui mi avrebbe seguito e raggiunto.  Dopo un pò che faccio la strada di ritorno verso casa non lo vedo arrivare, rallento la marcia nella speranza che mi raggiunga ma niente.  Dovè ? Con chi si è fermato a parlare ? Sarà successo qualcosa ?  Ho pensato a lui, ma francamente a tante altre cose. (n.d.r. ……….)  Fatto sta che poco prima di arrivare a casa , circa otto chilometri dal fattaccio e una coda di macchine spaventosa, ad un semaforo ho la folgorazione.  Le chiavi del suo scooter sono nella tasca dei mie pantaloni.  Quando sono tornata da lui, per fortuna era sereno.  Ecco l’effetto mostra, a me aveva dato una botta di letargia a lui una specie di stato di grazia.  Non è che nell’aria condizionata della mostra ci hanno spruzzato un pò di erba ?  D.R.C.</p>
<p><span id="more-546"></span></p>
<p>Riprendo dal momento in cui lei si è messa il casco  e sotto il mio ordine e partita sfilando davanti a me con il motorino acceso.  Mi giro per salire nello scooter e non vedo più le chiavi sul blocchetto alzo la testa e provo a chiamarla.  Niente da fare troppa gente e troppo lontana. Mi sentivo molto Fantozzi. Mani imbrattate di olio nero, senza portafogli (dentro la borsa di lei) cellulare con pochissimi cents (dovevo cambiare operatore).  E per ultimo il vecchietto che ha assistito a tutta la scena dall’inizio che mi guarda fisso e mi dice :” ea se ndà via coe ciavi ?”.  Volevo saltargli al collo e strappargli la giugulare, ma mi sono “imboressato” dal  ridere.  Ero sudato e desideravo tanto bere qualcosa…..  Provo chiamarla al cellulare : spento, ovvio. Tanto non lo avrebbe mai sentito.  Calcolo che normalmente ci mette venti minuti ad arrivare a casa, gli lascio un messaggio in segreteria che diceva : ” indovina chi ha le chiavi del mio scooter ?”  Dopo aver fatto da ufficio informazioni a tutte le persone che mi chiedevano tutte le cose più disparate, dopo aver fatto da vigile fermando una macchina della polizia che usciva dall’isola pedonale che per poco non investiva una signora in bici. E’ arrivata lei quasi piangendo.  Ci siamo fatti due (anzi quattro) risate.  A.L.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/effetto-mostra-2/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CAPODANNO ALL&#8217;ISOLA DI TONGA</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/capodanno-allisola-di-tonga/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/capodanno-allisola-di-tonga/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Capodanno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=542</guid>
		<description><![CDATA[Quella volta, nostra figlia ci aveva chiesto di poter festeggiare la fine dell&#8217;anno nel patronato di uno dei suoi numerosi amici. Non avremmo dovuto preoccuparci di niente, solo dare il permesso (concesso di buon grado, seppure a malincuore). I preparativi erano frenetici. Giuseppe aveva prenotato il patronato senza trovare alcuna difficoltà (ahi, ahi, festina faidate?). [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/CAPODANNO-ALLISOLA-DI-TONGA.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-543" title="CAPODANNO ALL'ISOLA DI TONGA" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/CAPODANNO-ALLISOLA-DI-TONGA.jpg" alt="" width="407" height="294" /></a></p>
<p>Quella volta, nostra figlia ci aveva chiesto di poter festeggiare la fine dell&#8217;anno nel patronato di uno dei suoi numerosi amici. Non avremmo dovuto preoccuparci di niente, solo dare il permesso (concesso di buon grado, seppure a malincuore).</p>
<p>I preparativi erano frenetici. Giuseppe aveva prenotato il patronato senza trovare alcuna difficoltà (ahi, ahi, festina faidate?). Disse che il parroco aveva dato la disponibilità della sala ad un prezzo simbolico, mostrando qualche perplessità, ma non più di tanto &#8230;Una parte delle ragazze, creative, stava preparando gli addobbi, gli striscioni, gli ornamenti, il materiale di arredamento. L&#8217;altra parte aveva dato la disponibilità al reperimento ed alla preparazione delle cibarie non deteriorabili come panettoni e pandori avanzati a Natale, mentre i tramezzini e i cibi freschi sarebbero stati preparati il giorno della festa. I ragazzi avevano procurato le bevande (rigorosamente analcoliche &#8230;) ed avevano effettuato tutte le pulizie del salone.</p>
<p>Il gran giorno si stava avvicinando rapidamente, i preparativi quasi ultimati, l&#8217;eccitazione dei ragazzi alle stelle.</p>
<p>Finalmente, il 30 dicembre, nostra figlia cominciò di buon mattino a preparare un tiramisù (abbondante) per venti persone &#8230; il tutto con una mano sola, perché l&#8217;altra era sempre occupata col telefonino che squillava in continuazione. Quando non veniva chiamata, era lei che telefonava agli amici.</p>
<p>Ogni tanto la mamma veniva interpellata per fornire consigli sulla preparazione del dolce (in realtà il dolce lo fece quasi tutto lei &#8230;).</p>
<p>La TRAGEDIA (non solo con la T maiuscola, ma TUTTA MAIUSCOLA e in grassetto), scoppiò improvvisa quando Mamma chiese a Figlia in quale frigorifero avrebbe tenuto quella mega bomba calorica fino alla sera seguente.</p>
<p>&#8220;Ma siete COMPLETAMENTE FUORI DI TESTA?&#8221; fu la risposta garbata di Figlia (a trecento decibel di volume), &#8221; &#8230; alle 8 di STASERA viene Giuseppe a prendermi con la macchina e portiamo tutto in patronato per la FESTA!&#8221; (sempre a trecento decibel).</p>
<p>Mamma, allora, con tono dubbioso nella voce: &#8220;Ma, se oggi è il 30 &#8230;, la roba da mangiare dove la tenete fino a domani sera?&#8221; &#8230; Trenta secondi di silenzio profondo (escludendo il ridacchiare soffocato che proveniva dal sottoscritto che aveva seguito la discussione dallo studio) &#8230; poi l&#8217;illuminazione finale. Vi assicuro che il cervello di nostra figlia fumava come la ciminiera di un cementificio. &#8220;PERCHE&#8217; NON MI AVETE DETTO CHE DICEMBRE ARRIVA A 31?&#8221; (questa volta i decibel arrivarono a 500, resi ancora più sgradevoli alle orecchie dal tono acuto della voce).</p>
<p>&#8220;Forse perché ancora da prima della riforma del calendario Gregoriano, dicembre ha sempre avuto 31 giorni?  Forse perché fin da quando hai chiesto il permesso per la festa hai sempre parlato dell&#8217;ultimo dell&#8217;anno che, ovviamente, per noi era il 31, mentre per te, Giuseppe e gli altri poveri di spirito (in arte: ebeti come el paltàn), ovviamente, era il 30! Possibile che a nessuno di voi, venti mentecatti, sia venuto in mente che San Silvestro cade il 31 di dicembre? Possibile che a nessuno sia venuto qualche dubbio sul fatto che il patronato sia stato concesso così facilmente? E che domani sera non troverete neanche un ripostiglio libero?&#8221; &#8230; e avanti con la storia di &#8220;30 giorni ha novembre &#8230; &#8221; con tutto quel che ne segue. &#8220;Quel(censura) di Giuseppe! Si è fatto turlupinare dal parroco!&#8221; (questa volta i decibel erano intorno ai 700).</p>
<p>Subito dopo, afferrato il telefonino ha cominciato una serie di chiamate incolpando il demente di turno di non essersi accorto che dicembre ha 31 giorni (dimenticando di inserire anche se stessa nel numero dei dementi) e di essere la causa del disastro. Ad ogni telefonata i decibel aumentavano sempre più, tanto da finire fuori scala.</p>
<p>Finalmente la crisi isterica passò (anche per la mancanza di fiato dell&#8217;interessata), lasciando la figlia completamente spossata, affranta ed accasciata piangente sul letto in attesa dell&#8217;imminente &#8220;fine del mondo&#8221;.</p>
<p>La cosa che la faceva imbufalire di più era il terrore di essere presa per i fondelli da tutti gli amici e parenti per quel clamoroso errore di data ormai passato alla storia della nostra famiglia.</p>
<p>Un cuore di mamma, però, trova sempre il modo per appianare e risolvere le cose e, approfittando anche di certe lacune in geografia di nostra figlia, Mamma la buttò là &#8230; &#8220;&#8230; Beh, visto che all&#8217;Isola di Tonga c&#8217;è la linea di cambio di data, potreste festeggiare il Capodanno come se foste agli antipodi &#8230; e in anticipo su tutti gli altri &#8230;&#8221;.</p>
<p>La cosa non è del tutto vera, ma tanto bastò a Figlia per illuminarsi nuovamente &#8230; esaltarsi ancora di più, prendere il telefonino e rifare ancora il giro di telefonate agli altri dementi come se fosse stata lei ad essere fulminata da quell&#8217;idea balzana, raccogliendo anche le adesioni entusiastiche di tutti.</p>
<p>Fu così che la sera del 30 dicembre, in un oscuro patronato di periferia, ebbe luogo la festa di capodanno di Tonga, con tanto di cenone, balli, trenino, conto alla rovescia, brindisi al nuovo anno, urli di auguri reciproci e sparo di qualche timido, sparuto, innocuo mortaretto.</p>
<p>In anticipo su tutto il resto del mondo &#8230; 12 ore anche prima degli abitanti di Tonga &#8230; che per fortuna non l&#8217;hanno mai saputo.</p>
<p>Bi.Co.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/capodanno-allisola-di-tonga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>CHE FORZA GENERALE</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/che-forza-generale/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/che-forza-generale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Avaro]]></category>
		<category><![CDATA[Generale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=539</guid>
		<description><![CDATA[La  settimana scorsa mi sono incontrata con la mia amica, figlia del famoso generale di &#8220;fenomeno da baraccone&#8220;. Mi ha dato notizie dell&#8217;anziano genitore ormai novantenne. Verso Pasqua, il generale l&#8217; aveva messa al corrente di voler fare alla nipote, figlia della mia amica, un regalo. Dato che la ragazza è bravissima all&#8217;università e nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/CHE-FORZA-GENERALE.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-540" title="CHE FORZA GENERALE" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/CHE-FORZA-GENERALE.jpg" alt="" width="445" height="411" /></a></p>
<p>La  settimana scorsa mi sono incontrata con la mia amica, figlia del famoso generale di &#8220;<a title="Fenomeno_da_Baraccone.html" href="file:///Volumes/MONTAGGIO%20VIDEO/esuccessoveramente.it/esuccessoveramente.it/Fenomeno_da_Baraccone.html" >fenomeno da baraccone</a>&#8220;. Mi ha dato notizie dell&#8217;anziano genitore ormai novantenne. Verso Pasqua, il generale l&#8217; aveva messa al corrente di voler fare alla nipote, figlia della mia amica, un regalo. Dato che la ragazza è bravissima all&#8217;università e nei primi esami aveva meritato tutti trenta, l&#8217;anziano nonno aveva pensato di donarle la cifra di euro 200. L&#8217;unico ostacolo alla sua idea carina era che in quel frangente, non possedeva tale cifra. La mia amica si sofferma a precisarmi che l&#8217;anziano genitore, ex generale, è mensilmente liquidato con una ragguardevole pensione, possiede una villa di proprietà ed ha ereditato una fortuna alla prematura morte della moglie. Così per portare a termine il suo intento, il generale le chiede di anticipare la somma, tal somma che in questo caso le sarebbe stata subito restituita. Conoscendo la taccagneria paterna, la mia amica non potè far altro che veder svanire, il pezzo da 200 euro per sempre. Nel diabolico piano del generale c&#8217;era anche la promessa, da parte della figlia, di non dire nulla ai fratelli, con la scusa che agli altri nipoti non aveva mai regalato niente, (nel caso qualcuno avesse dei dubbi). Posso solo ricordare, nel periodo in cui visse a Padova per un pò e venne a mangiare alla trattoria, come fosse per lui uno shock il momento di pagare il conto, conto che si era allungato nel corso dei mesi. Notevole fu una volta che la mia amica decise di farsi accompagnare dal padre in banca, per chiedere un prestito e si accorse che lui aveva un buco mostruoso nella suola della scarpa. Gli tenne per tutto il tempo bloccato il ginocchio nel caso gli fosse venuto in mente di accavallare la gamba e sollevare, a vista, la scarpa.</p>
<p>D.R.C.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/che-forza-generale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LO SPLENDIDO</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/lo-splendido/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/lo-splendido/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Lo splendido]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=534</guid>
		<description><![CDATA[Nanni Loy, Specchio Segreto: Zuppetta Ormai è il momento della domanda di rito: &#8220;Dove vai in vacanza quest&#8217;anno?&#8221; Così tutti a raccontare i progetti, le impressioni e le esperienze passate. Proprio oggi all&#8217;interno di tal argomento si disquisiva se fosse meglio la vacanza da soli o in compagnia. Per quanto mi riguarda, ho passato delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/LO-SPLENDIDO.jpg"><br />
<img class="aligncenter size-full wp-image-535" title="LO SPLENDIDO" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/LO-SPLENDIDO.jpg" alt="" width="425" height="231" /></a></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Nanni Loy, Specchio Segreto: Zuppetta</strong></p>
<p>Ormai è il momento della domanda di rito: &#8220;Dove vai in vacanza quest&#8217;anno?&#8221; Così tutti a raccontare i progetti, le impressioni e le esperienze passate. Proprio oggi all&#8217;interno di tal argomento si disquisiva se fosse meglio la vacanza da soli o in compagnia. Per quanto mi riguarda, ho passato delle meravigliose vacanze in &#8220;branco&#8221;: tenda, fornellino Lumogas e tanto spirito di adattamento. Adesso dopo vari tentativi di vacanze, in compagnia di amici, abbiamo da anni deciso di conferirci alla vacanza &#8220;solitaria&#8221;. Ci siamo trasformati in degli &#8220;orsi&#8221; intolleranti. Per cui, in città, tutti amici in vacanza tutti estranei. Durante una vacanza in Sardegna, quella della piccola<span id="more-534"></span> avventura sul <a title="IL_MONTIFERRRU_DI_NOTTE.html" href="file:///Volumes/MONTAGGIO%20VIDEO/esuccessoveramente.it/esuccessoveramente.it/IL_MONTIFERRRU_DI_NOTTE.html" >Montiferru</a>, avemmo l&#8217;occasione di passare qualche tempo con degli altri padovani. Amici anche loro delle nostra amica sarda, nonché clienti della trattoria. Sono un padre e una figlia, allora tredicenne. Già a Padova questo signore non mi era un granchè simpatico, lo accompagnava la nomea dello scroccone, categoria di persone per me fra le più odiate, che mette in mostra quanto un individuo possa diventare meschino pur di portare a casa qualsiasi cosa. Il suddetto personaggio conosceva tecniche raffinate, fin dai tempi dell&#8217;università, per riuscire a &#8220;scroccare&#8221; un caffè o qualunque altra cosa. Ne ha un ricordo vivido anche il mio amico, quello &#8220;placido&#8221;, del &#8220;<a title="CONDOMINIO_MONTE_CEREGA.html" href="file:///Volumes/MONTAGGIO%20VIDEO/esuccessoveramente.it/esuccessoveramente.it/CONDOMINIO_MONTE_CEREGA.html" >condominio Monte Cerega</a>&#8220;, che avanza da lui un sacco di attrezzatura &#8220;presa in prestito&#8221; e mai più restituita. Fatto sta, che sto &#8220;principe di magnanimità e generosità&#8221;, ci toccò proprio a noi quell&#8217;anno. Aveva tutta una tecnica per scroccarci, a cena, tutto il vino la grappa, gli antipasti e la scheda del cellulare. Ma il top doveva ancora arrivare. Avevamo deciso, io ed il mio compagno, di visitare un sito archeologico meraviglioso, proprio sul mare, Tharros. Commettemmo l&#8217;errore di ventilare anche a lui ed alla ragazzina l&#8217;intenzione. Naturalmente si aggregarono. L&#8217;appuntamento era alle 9 a Oristano, perchè il sito è grande ed il sole dopo le 12 è insopportabile. Naturalmente i due arrivarono alle 11. Noi che siamo bravi ed educati li abbiamo aspettati due ore. Il mio compagno, aveva la bava alla bocca e gli occhi fori dalle orbite, ma io, blandendolo, lo feci ritornare &#8220;umano&#8221;. Insisterono perchè salissimo sulla loro vecchissima auto, senza aria condizionata. Arrivammo al sito alle 12, c&#8217;erano circa 36 gradi, ma per fortuna il clima era secco. Tentò di parcheggiare l&#8217;auto, grande come un camion, davanti al portone della chiesetta antichissima. Noi lo consigliammo vivamente di desistere, visto che eravamo certi che la machina sarebbe di lì a poco, finita trascinata dal carroattrezzi. Parcheggiammo non meglio, scendemmo e lui tolse delle cose dal bagagliaio. Una di queste cose fu una bottiglia di plastica piena di ghiaccio. La bottiglia in questione era di una marca, che si vende nei supermercati a pochi cdntesimi, portata da Padova,  ormai distrutta e per di più con un buco da cui scendeva l&#8217;acqua che aveva creato il ghiaccio sciogliendosi. Non vi dico il disappunto del personaggio per il guasto alla bottiglia. Così sotto un caldo africano, con il mio compagno &#8220;nero&#8221;, sta bella compagnia e il tipo con il dito sul buco della bottiglia ci preparammo ad entrare a Tharros. Io che avevo sete e forse già fame, chiedo loro di fermarsi al bar. Con l&#8217;occasione ci fu lo scrocco di due gelati e un caffè, ma la scena che ci si parò davanti fu indimenticabile. Il personaggio arrivò al bar correndo con la famosa bottiglia che si stava svuotando, chiedendo al barista se gliela poteva teneva in frigo, per quando saremo tornati. Al passaggio della bottiglia, il barista allagò tutto il banco ed il pavimento. Ho ancora in mente la sua faccia. Attonito il &#8220;benefattore&#8221;ripose il &#8220;colabrodo&#8221; senza proferire parola. Come sempre in questi casi uno si chiede che cosa ha fatto di male nella vita. Ci avviammo al sito. Pagai i biglietti io, perchè lui si accorse di avere solo il bancomat. Durante la visita dovemmo aspettarlo mentre si fece un bagno, dove era severamente proibito andammo a mangiare e pagammo il pranzo, (non avevano il bancomat) scattammo un sacco di foto a lui ed alla ragazzina perchè si era dimenticato la macchina fotografica. Al ritorno ebbe il fegato di ritornare al bar a riprendersi la famosa bottiglia, tracannando quel che che restava davanti all&#8217;ormai shoccato barista. Finalmente ci avviammo al centro commerciale dove avevamo lasciato lo scooter. Noi eravamo di umore nerissimo. Ci dividemmo, lui e la ragazzina entrarono, noi rimanemmo fuori. Ci godemmo un delizioso trancio di pizza, finalmente &#8220;salvi&#8221;. Mentre muti ripercorrevamo la &#8220;piacevole&#8221; giornata, ci accorgemmo che c&#8217;era una vigilessa che stava dando delle contravvenzioni ai veicoli in sosta vietata. Indovinate dove aveva parcheggiato il &#8220;furbone&#8221;? A cena arrivò quasi in lutto per la contravvenzione subita, ma avendo la coda di paglia, ci osservò tutta la sera, questa volta senza scroccarci nient&#8217;altro, tanto ci aveva già dissanguato. FORZA VIGILI.</p>
<p>D.R.C.</p>
<p>P.s. mi perseguitò per 2 anni chiedendomi le foto &#8230;&#8230;. con mille scuse non gliele ho mai date, la verità è che le abbiamo buttate via , se non prima di averci fatto un rito voodoo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/lo-splendido/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>ANCORA UNA E ME LA TENGO</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/ancora-una-e-me-la-tengo/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/ancora-una-e-me-la-tengo/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:46:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=531</guid>
		<description><![CDATA[Non sapevo che i giapponesi sono delle persone alle quali non bisogna mai chiedere nulla. Se lo si fa, loro si sentono obbligati a soddisfare la richiesta. Sembra che sia una forma di educazione alla quale non riescono a dir di no. Immaginatevi se una schiera di &#8220;paraculi&#8221; (persone che ti chiamano solo quando hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/ANCORA-UNA-E-ME-LA-TENGO.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-532" title="ANCORA UNA E ME LA TENGO" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/ANCORA-UNA-E-ME-LA-TENGO.jpg" alt="" width="394" height="297" /></a></p>
<p>Non sapevo che i giapponesi sono delle persone alle quali non bisogna mai chiedere nulla.</p>
<p>Se lo si fa, loro si sentono obbligati a soddisfare la richiesta.</p>
<p>Sembra che sia una forma di educazione alla quale non riescono a dir di no.</p>
<p><span id="more-531"></span></p>
<p>Immaginatevi se una schiera di &#8220;paraculi&#8221; (persone che ti chiamano solo quando hanno bisogno) sbarcassero in Giappone, diventerebbero presidenti in giro di poco tempo.</p>
<p>Qualcosa di giapponese deve essere radicato in me o meglio, qualcosa di sentirmi sempre in dovere a risolvere i problemi degli altri. Le mie idee sono sempre state alla mercee e  a disposizione di quelli che mi circondavano.</p>
<p>Una delle mitiche idee fu quella di 17 anni fa, quando, un cliente entrò nel negozio e con la faccia alquanto provata e in evidente stato di affaticamento cominciammo a parlare del perché era così sfibrato.</p>
<p>Mi raccontò che era stato a fare dei rilievi in posti molto impervi dovendo raggiungerli a piedi. Il suo lavoro era quello di verificare che non ci fossero stati smottamenti, anche minimi del terreno.  Immaginate le frane da monitorare in modo da avvertire in anticipo possibili smottamenti e pericoli.</p>
<p>Sarà stata un fatalità ma in quel periodo ero martellato e provato da moltissime notizie di incendi che stavano devastando l&#8217;Italia intera. Avevo in mente un modo per vigilare ì boschi e attivare in breve tempo i vigili del fuoco. La mia idea era di posizionare delle &#8220;termo-telecamere&#8221; che controllavano l&#8217;ambiente più &#8220;appetibile&#8221; ai piromani e collegate ad un software (rilevando il cambiamento di temperatura tra un fotogramma ed un&#8217;altro), sarebbe stato l&#8217;anello di collegamento  tra la telecamera , ambiente e vigili del fuoco.</p>
<p>Un semplice programma che 17 (18) anni fa già cominciava a farsi vedere per monitorare le case e controllare se c&#8217;era un intruso. Immaginate di proporre al computer 2 foto quasi uguali e il computer individua la differenza e fa partire un allarme. Tutto questo oggi è realtà.</p>
<p>17 (quasi 18) anni fa era tutto sul nascere e tutto era solo dentro alle teste come idee. Tornando al tipo sudato e distrutto, gli proposi di posizionare delle telecamere (abbastanza costose) puntate sulle frane/smottamenti e dei paletti di riferimento che posizionati sulle frane,in punti ben precisi, avrebbero messo in evidenza il loro eventuale spostamento.</p>
<p>Se un paletto o bandierina si fosse spostata anche di meno di un centimetro le telecamere collegate ad un pc e il rispettivo software avrebbe dato un allarme e solo allora ci si sarebbe attivati per verificarne l&#8217;evento, risparmiando, viaggi in elicottero e giornate di lavoro.</p>
<p>Fattostà  che passano i mesi e rivedo il &#8220;cervellone&#8221; e, ovviamente, gli chiesi come andavano le cose.</p>
<p>Mi ha raccontato di aver piazzato delle telecamere&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>SI ERA COMPLETAMENTE DIMENTICATO CHE FUI IO A PROPORGLIELO !!!</p>
<p>Cosa pensare, ma chi sono io per contrappormi a questi paraculi ? Senza memoria ?</p>
<p>Ho messo le pive nel sacco e ho continuato il mio lavoro.La prima idea ,almeno quella che mi ricordo ancora, avevo poco più di sette anni e ho mixato una serie di prodotti tossici/casalinghi e messi dentro ad uno spruzzino. Poi con spavalderia mi sono messo a camminare per il mio quartiere aspettando che qualche maleintenzionato venisse a &#8220;provare&#8221; sugli occhi il mio &#8220;SPRAY IRRITANTE&#8221;, dopo aver camminato per l&#8217;intero pomeriggio scoprì che il mio quartiere era a di ottima gente.</p>
<p>Un&#8217;altra idea che mi ha deluso è stata quella dell&#8217;estintore che soffoca le fiamme. Pensavo: il fuoco per alimentarsi ha bisogno dell&#8217;ossigeno, ma se gli sparassi un gas che lo soffoca, mi permetterebbe di spegnerlo in breve tempo. Non sapevo che esisteva già, quando ho avuto questa idea ero troppo piccolo per saperlo.</p>
<p>Un&#8217;altra idea era quella di &#8230;&#8230;&#8230;&#8230;. : avete presente che esiste da molti anni (penso almeno 30) uno strumento che puntandolo su di un oggetto ti dice a quanti metri si trova, l&#8217;idea era di applicarlo ai freni di un&#8217;automobile aggiungendo il dato della velocità. Se le misurazioni fossero state &#8220;pericolose&#8221; l&#8217;impianto avrebbe frenato l&#8217;auto in automatico per evitare l&#8217;impatto.</p>
<p>Inventata e applicata anche questa da iper ingegneri.</p>
<p>Di ultimi giorni quelle della telecamera a infrarossi che&#8230;.</p>
<p>Questa non ve la dico ma vi lascio immaginare.</p>
<p>Ho ancora in mente come individuare se qualcuno mi sta&#8217; riprendendo, ma  non ve lo vengo mica a raccontare, tanto tra poco lo vedrò nel mercato.</p>
<p>Avevo pensato a eliminare o almeno disturbare qualsiasi onda radio in ricezione e trasmissione nei paraggi, ho scoperto che hanno recuperato una tecnologia usata nei jet militari e si chiama JAMMER.</p>
<p>Avevo pensato a scaldarmi i guanti con una serpentina collegata alla batteria della motocicletta, idea che mi è venuta dopo essere stato in Valsugana il 31 dicembre del 1991 con freddo e neve incredibile e senza guanti ! Li avevo lasciati sopra alla capotta dei miei  amici che avevano ben pensato di partire a manetta &#8230;&#8230;</p>
<p>Nel 1991 quei guanti non esistevano&#8230; ora ci sono anche le giacche riscaldati in quella maniera.</p>
<p>Pensavo ad un casco che sulla visiera vengono &#8220;proiettate le informazioni&#8221;, la BMW lo sta già facendo sui prabrezza delle autovetture di altissima gamma.</p>
<p>Avevo anche pensato  a mettere un borraccia &#8220;morbida&#8221; dentro uno zaino tecnico per chi pratica sport di resistenza aerobica&#8230;.</p>
<p>Avevo pensato alla pelle dei delfini, che in base alla velocità si deforma per evitare le turbolenze dell&#8217;acqua e gli permettono di essere uno dei pesci più veloci, pensavo ad un costume da bagno simile alla sua pelle&#8230;&#8230; da pochi anni esiste e sembra che funzioni&#8230;.</p>
<p>Avevo pensato a mettere una specie di piattello, davanti ad un sommergibile, questo piattello avrebbe creato una specie di ambiente quasi privo di turbolenze e permesso al mezzo di andare più veloce&#8230;. (e in studio una cosa esattamente uguale).</p>
<p>Avevo pensato che tutto è energia e frequenza, anche in nostri pensieri, allora si potrebbe leggere i pensieri della gente cercando le frequenze giuste&#8230;. (brevetto militare dei nostri giorni).</p>
<p>Avevo pensato di distruggere le tarme dei mobili con le microonde, ebbene anche questo esiste, ma peggio di come lo avevo pensato, quindi è ancora migliorabile.</p>
<p>Poi questa è stata quella che mi ha fatto stare malissimo e per poco non ho pianto.</p>
<p>Questa che vi vado a raccontare, come tutte le altre idee, l&#8217;avevo posta al vaglio di cervelloni ingegneri e luminari della scienza, ricevendo un sonoro &#8230;&#8230;&#8230; lasciamo perdere.</p>
<p>Immaginate di montare un pannello fotovoltaico sul tetto della vostra casa. Bene il pannello rimane fermo e il sole  lo irradia, lo sappiamo tutti. Esistono dei pannelli , chiamati &#8220;ad inseguimento&#8221; , seguono il sole in modo da avere sempre il massimo dell&#8217;irradiazione solare. Sono pesanti e costosi.</p>
<p>Bene, avevo pensato e proposto  degli specchi da mettere sopra e sotto il pannello fotovoltaico.</p>
<p>Questi specchi avrebbero deviato la luce del sole verso il pannello.</p>
<p>L&#8217;idea era semplice e secondo me molto funzionale.</p>
<p>Non mi sono perso d&#8217;animo e ho illustrato la mia idea a cervelloni e illustri signori.</p>
<p>Scartato e messo alla porta con un sorrisetto alquanto imbarazzante.</p>
<p>I primi di maggio a Verona c&#8217;e&#8217; stata la fiera del fotovoltaico. Giro per la fiera con gli occhi che fanno la spirale tipo Ser Bis (quello di Robin Hood) e che te trovo ? L&#8217;idea appena esplicata con  tanto di brevetto registrato nel 2007  e spiegazioni sul rendimento di circa il 40 % in più rispetto un pannello normale.</p>
<p>Mi è venuto da piangere, la delusione fu molto grande. Ho abbandonato la fiera e sono tornato a casa con molte riflessioni.</p>
<p>Adesso ho altre quattro idee, di cui 2 già comunicate e 1 di queste due sto cercando di applicarla, con un amico che fa il tornitore. Intanto il tempo passa, il progetto l&#8217;ho già disegnato con il 3d. Un carissimo amico ingegnere è rimasto colpito e ha detto di muovermi subito. Ma il tornitore ha molto lavoro e non riesce a stare dietro al sogno che percorro ora.</p>
<p>Ora lo chiamo sogno , sicuro che , domani svegliandomi lo troverò già realizzato da qualcun altro !</p>
<p>E i siti internet che mi sono  venuti in mente, questo è uno di quelli.</p>
<p>Tralascio volutamente tutti i consigli dati a gente che è stata assunta per fare certe cose e non sapeva farli se non dopo averne parlato con me&#8230; tipo quello che aveva il compito di registrare molte trasmissioni video e &#8230;&#8230; avevo detto che non ve lo dicevo !</p>
<p>Dimenticavo e quello dell&#8217;HHO ? Mi sono fermato ma in questo caso non ho la conoscenza per andare avanti.</p>
<p>A.L.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/ancora-una-e-me-la-tengo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA GRECIA E&#8217; COSI&#8217;</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/la-grecia-e-cosi/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/la-grecia-e-cosi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:02:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Grecia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=528</guid>
		<description><![CDATA[Dopo tanti anni di &#8220;smorosamento&#8221;, finalmente riuscimmo ad estorcere il permesso di andare a fare una vacanza insieme in un&#8217;isola greca. Il permesso era stato concesso solo a due condizioni: - dovevamo portarci dietro il fratello della &#8220;morosa&#8221; - dovevamo andare in una casa vicina a quella affittata da amici del mio futuro suocero. Così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/LA-GRECIA-è-COSì.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-529" title="LA GRECIA è COSì" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/LA-GRECIA-è-COSì.jpg" alt="" width="432" height="324" /></a></p>
<p>Dopo tanti anni di &#8220;smorosamento&#8221;, finalmente riuscimmo ad estorcere il permesso di andare a fare una vacanza insieme in un&#8217;isola greca.</p>
<p>Il permesso era stato concesso solo a due condizioni:</p>
<p>- dovevamo portarci dietro il fratello della &#8220;morosa&#8221;</p>
<p>- dovevamo andare in una casa vicina a quella affittata da amici del mio futuro suocero.</p>
<p>Così eravamo partiti dopo avere fatto (per sicurezza) le pubblicazioni di nozze un venerdì 17 agosto, <span id="more-528"></span>su una nuovissima Peugeot 104, uscita da un mese dalla concessionaria.</p>
<p>Saltando a piè pari il racconto delle 24 ore di viaggio ininterrotto attraverso la Yugoslavia e tutta la Grecia settentrionale, arrivammo a destinazione.</p>
<p>Al nostro arrivo allo sbarco dal traghetto, metà degli abitanti dell&#8217;isola ci conosceva già, anche senza averci mai visti. L&#8217;altra metà, l&#8217;avremmo conosciuta nel giro di pochi giorni.</p>
<p>Eravamo coccolati dai padroni di casa greci, dagli amici di mio suocero, dal resto dei paesani. In poche parole eravamo sotto strettissima sorveglianza (e non sapevamo neanche quanto!).</p>
<p>Sembrava che ci fosse stato un passaparola tra tutti: &#8220;Non lasciateli MAI da soli&#8221;.</p>
<p>Ad ogni passo ci ritrovavamo l&#8217;amico Yorgo che passava per caso da quelle parti, subito dopo il sovrintendente archeologo che, casualmente, faceva la nostra stessa strada; per farla breve, non riuscivamo ad avere un momento per stare in intimità.</p>
<p>Quella mattina, invece di scendere in spiaggia, decidemmo a sorpresa di fare un giro in macchina e, appena fatta la colazione, demmo l&#8217;annuncio: &#8220;Stamattina andiamo a fare un giro a L&#8230;&#8221;</p>
<p>Costernazione dipinta sul viso di tutti ma, visto che il turista ha sempre ragione, ci venne permesso di andare.</p>
<p>Prima di salire in macchina fummo bloccati dalla strega del paese, sempre vestita di nero, che a tutti i costi voleva leggere le nostre mani, predicendoci le difficoltà del viaggio (non sapevamo ancora quanto avesse ragione!). Dopo dieci minuti di farfugliamenti (non diceva una sola  parola di italiano e noi non conoscevamo una sola parola di greco), ci lasciò andare.</p>
<p>Dovete sapere che l&#8217;isola su cui ci trovavamo è di forma praticamente rotonda, con una sola strada di 40 chilometri che unisce tutti i paesi costieri. Da uno di questi, parte una sola strada, come il raggio di una ruota, che porta al paese più grosso, arroccato in cima a una montagna, nel centro dell&#8217;isola.</p>
<p>Non riuscimmo a fare neanche cinque chilometri che ci trovammo la strada sbarrata da una vecchietta (mai vista) con una capra bianca al guinzaglio (si fa per dire) e due grosse borse piene di galline. Sembrava proprio che aspettasse noi. Infatti, appena fermai l&#8217;auto mi interpellò con voce autoritaria: &#8220;Tu &#8230; BiCo? &#8230;&#8221; e alla mia risposta affermativa, aprì lo sportello posteriore e (ORRORE!) spinse dentro la capra, buttò le borse con le galline nel bagagliaio, si accomodò insieme alla capra e mi disse il nome del paesotto in montagna, intendendo che dovevamo portarla fin lassù. Come se fosse la cosa più naturale del mondo bloccare le persone e usarle come un taxi.</p>
<p>Vista l&#8217;educazione ricevuta e il fatto che questo strano personaggio mi conoscesse così bene, acconsentii ad accompagnarla.</p>
<p>Così, tra i belati della capra, che fortunatamente non soffriva il mal d&#8217;auto, il chiocciare delle galline che si erano sparse per tutta la macchina passeggiando sulla vecchia, sulla morosa e su di me, ed il chiacchiericcio della vecchietta che parlava come una mitragliatrice, arrivammo, non senza qualche difficoltà dovuta a somari stracarichi di fascine, sacchi ecc. che stavano sempre in mezzo alla strada, fino ad una stamberga fuori del paese (naturalmente dopo averlo attraversato TUTTO, sotto gli sguardi degli abitanti che ci osservavano incuriositi). Scaricammo la capra, rincorremmo le galline per chiuderle nel pollaio e fummo pronti per partire (sic!). Fermi tutti! Non si poteva andare via se non dopo aver preso il caffè. Alla greca, naturalmente.</p>
<p>Per i greci, il caffè non è come da noi che vai al bar, ordini un caffè, in trenta secondi te lo danno, lo bevi, paghi e sei già per la strada. NO! Il caffè è un rito, bisogna misurare le tazzine, mettere l&#8217;acqua in un orribile bricco, aggiungere la polvere di caffè, lo zucchero e lasciare bollire per un bel po&#8217; di tempo.</p>
<p>Quando il caffè è pronto, (una fanghiglia raccapricciante da vedere) viene versato con molta cura e maestria nelle tazze … poi va lasciato riposare per far depositare la polvere sul fondo e, contemporaneamente, far abbassare la temperatura della infame brodaglia ad un livello accettabile senza provocare ustioni mortali al palato.</p>
<p>Una volta sorseggiato centellinandolo goccia a goccia (mentre scrivo, a quel terribile ricordo mi si rizzano ancora i peli degli avambracci, avete presente i filtri magici della fattucchiera Nocciola?) e facendo una piacevole conversazione con la padrona di casa (noi, in italiano, lei in greco) arriva il bello: la lettura dei fondi … che richiede non meno di un&#8217;ora a testa.</p>
<p>Per farla breve, dopo aver sussurrato frasi sconclusionate all&#8217;indirizzo delle tazzine, la vecchietta, osservandole attentamente, ci predisse (lo abbiamo saputo dopo) una vita fatta di alti e bassi, di tremende sventure e di grandi fortune, gioie, dolori, lavoro (ma va&#8217;?) e, dulcis in fundo, la nascita di una bambina.</p>
<p>Finalmente, visto che ormai si era fatto tardi, ci lasciò partire.</p>
<p>Stremati da quell&#8217;avventura e passata la voglia di andare in giro, decidemmo di tornare a casa.</p>
<p>Sulla via del ritorno, con i finestrini spalancati per via della puzza di capra e di escrementi di gallina, senza più alcun desiderio di starcene soli, giurammo che non saremmo più andati in giro per il resto della vacanza.</p>
<p>Nonostante in quella parte di isola non ci fosse il telefono, al nostro arrivo TUTTI sapevano già della nostra imprevista vicissitudine e ci venne fornita una testuale traduzione delle predizioni della vecchietta della capra.</p>
<p>Sul fatto della nascita di una bambina, ci mettemmo a ridere, visto che non pensavamo affatto ad avere figli.</p>
<p>Poi, mentre brontolando cercavamo di dare una parvenza di pulizia al bagagliaio della macchina, tra le penne perse dalle galline, fecero capolino tre uova freschissime.</p>
<p>&#8220;Almeno le pennute ci hanno pagato il viaggio con queste uova!&#8221;, sospirammo con enfasi bevendole. Alle nostre spalle, la padrona di casa, che conosceva un po&#8217; di italiano, raccolse il terzo uovo, se lo bevve e, battendoci sulle spalle esclamò: &#8220;La Grecia è così, BiCo!&#8221;</p>
<p>Bi.Co.</p>
<p>PS. Forse non ci crederete, ma dopo quasi undici anni da quella vacanza, quando non ci pensavamo più, è nata veramente una bambina &#8230; il nostro gioiello di famiglia che adesso ha diciotto anni e lietamente ci ravviva la vita. (rompe, &#8230; rompe, &#8230; rompe, voi non sapete quanto!).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/la-grecia-e-cosi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>HOMO INSAPIENS</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/homo-insapiens/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/homo-insapiens/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 12:01:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[Homo insapiens]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=525</guid>
		<description><![CDATA[Come tutti gli anni anche quest&#8217;anno il 2 maggio si corre a Padova la Maratona di Sant&#8217;Antonio. Gara professionale e non, che ripercorre il piu&#8217; famoso cammino del Santo. Naturalmente aperta a tutti, ha anche un bel percorso stracittadino, per vivere la propria citta&#8217; con occhi e altre percezioni, completamente diversi da quel quotidiano vivere, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/HOMO-INSAPIENS.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-526" title="HOMO INSAPIENS" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/HOMO-INSAPIENS.jpg" alt="" width="467" height="312" /></a></p>
<p>Come tutti gli anni anche quest&#8217;anno il 2 maggio si corre a Padova la Maratona di Sant&#8217;Antonio. Gara professionale e non, che ripercorre il piu&#8217; famoso cammino del Santo. Naturalmente aperta a tutti, ha anche un bel percorso stracittadino, per vivere la propria citta&#8217; con occhi e altre percezioni, completamente diversi da quel quotidiano vivere, che ci trasforma in esseri quasi robotici. La varia umanita&#8217; che vi partecipa e&#8217; di ogni tipo e &#8220;forma&#8221;. <span id="more-525"></span>La gente si mette in ballo e questa e&#8217; la cosa piu&#8217; bella. Sono sicura che solo una piccolissima parte di questi atleti, pratica regolarmente uno sport, il resto, tantissimi, per fortuna, lo fanno solo per divertirsi. Naturalmente noi quel giorno, essendo, con la trattoria, vicini alla basilica ed al Prato della Valle, lavoriamo tantissimo. Da alcuni giorni prima della gara, normalmente siamo gia&#8217; tutti pieni. L&#8217;anno scorso mi prenotarono un gruppo podistico siciliano. Sarebbero arrivati dopo le 14, erano in 10. Normalmente si capisce subito, chi ha preso parte alla gara e quanti chilometri ha fatto. Piu&#8217; moribondi sono piu&#8217; hanno allungato il percorso. Dico proprio moribondi perche&#8217;, non e&#8217; la prima volta che qualcuno entra in bagno con le gambe e ne esce raccolto dai compagni o familiari. Alle 14,30 arrivano come d&#8217;accordo gli atleti siciliani. Faccio notare che l&#8217;anno scorso il giorno della maratona faceva gia&#8217; un bel caldo. Il ristorante era ancora pieno di gente. I signori mi avevano espressamente chiesto di stare in saletta e di preparare un menu&#8217; sostanzioso vista la fame che avrebbero avuto dopo la gara. In saletta quel giorno faceva caldissimo. Si accomodarono, vidi subito che non erano ne&#8217; giovanissimi, ma nemmeno giovani. La maggioranza nonostante i quarantaquattro e piu&#8217; chilometri, era abbastanza in se&#8217;. Nel senso che rispondeva a frasi compiute con risposte di un certo senso. Mi accorsi, guardando meglio, che tra loro c&#8217;era un atleta sulla sessantina abbastanza cicciottino, il cui colorito virava dal verdognolo al giallino. Ahi, pensai: e questo come se lo mangia il pasticcio, con lo stinco e l&#8217;anatra al forno e tutto il resto. Chiesi subito se il signore avesse voluto qualcosa di piu&#8217; leggero. Gli amici schernendolo, dissero che era solo stanco e che una bella mangiata lo avrebbe rinfrancato e che in fin dei conti era un uomo e le mie erano paturnie di femmina. Fatto sta che l&#8217;atleta diventava sempre piu&#8217; verde, sudato per il gran caldo, ed appena mise in bocca il secondo boccone di pasticcio, crollo&#8217; giu&#8217; dalla sedia come un palloncino sgonfio. Io subito esortai i compagni, abbastanza restii, a portare il sofferente in cortile. A braccia lo portarono fuori, non sapevo su cosa stenderlo, mi accorsi che in un angolo c&#8217;era un &#8220;regalino di Giorgio&#8221;, che consisteva in una copertina giallina dalla provenienza sconosciuta. La estrassi dal sacchetto e ci adagiai sopra il &#8220;semi-cosciente&#8221; atleta. Il colore della copertina si intonava benissimo alla tuta ed alla faccia del sofferente, una bella variazione di gialli e di verdi. Mi complimentai con me stessa per il gusto raffinato della composizione. Rimasi un po&#8217; al capezzale dell&#8217;infermo facendogli aria con un pezzo di cartone. Rincuorandolo, visto il suo profondo imbarazzo per l&#8217;accaduto, gli dicevo che aveva trovato un bel modo per stare solo con la cameriera. Nel frattempo i suoi &#8220;amici&#8221; continuavano a prenderlo in giro, sempre con sta storia, che in quella situazione, non era per cosi&#8217; dire un &#8220;uomo&#8221;. Quando tutti finirono il pranzo si presero cura dell&#8217;amico. Quando fu il momento di andare, mi misero al corrente di quanto avevano corso, di quanto si erano allenati e dell&#8217;eta&#8217; di ognuno e quindi di quanto forti erano, per cui &#8220;uomini&#8221;. Io donna in quel momento non invidiavo per niente quel retaggio maschile. Almeno noi donne quando stiamo male, nessuno ci schernisce, non dobbiamo dimostrare a nessuno di essere &#8220;donna&#8221;.</p>
<p>D.R.C.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/homo-insapiens/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SOTTO LA PANCA LA PROFF&#8230;..</title>
		<link>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/sotto-la-panca-la-proff/</link>
		<comments>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/sotto-la-panca-la-proff/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 11:56:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>esuccessoveramente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avevamo Scritto]]></category>
		<category><![CDATA[sotto la panca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.esuccessoveramente.it/?p=519</guid>
		<description><![CDATA[La settimana scorsa mi e&#8217; venuta a trovare una mia vecchia amica a cui devo, per merito della sua caparbieta&#8217;, l&#8217;aver ottenuto la patente. Se non fosse stato per lei, credo, che non l&#8217;avrei ancora. Ricordando i bei tempi in cui lei studiava all&#8217;università ed io partecipavo alla borsa di studio con colazioni e pizze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/SOTTO-LA-PANCA-LA-PROFF.jpg" ><img class="aligncenter size-full wp-image-520" title="SOTTO LA PANCA LA PROFF" src="http://www.esuccessoveramente.it/wp-content/uploads/2010/08/SOTTO-LA-PANCA-LA-PROFF.jpg" alt="" width="288" height="384" /></a></p>
<p>La settimana scorsa mi e&#8217; venuta a trovare una mia vecchia amica a cui devo, per merito della sua caparbieta&#8217;, l&#8217;aver ottenuto la patente. Se non fosse stato per lei, credo, che non l&#8217;avrei ancora. Ricordando i bei tempi in cui lei studiava all&#8217;università ed io partecipavo alla borsa di studio con colazioni e pizze gratis. Questa mia amica e&#8217; quella del racconto &#8220;super seno alle melanzane&#8221;. Cosi&#8217; ricordando fra le risate quell&#8217;accaduto, la misi al corrente di un altro episodio accadutomi con la stessa professoressa del racconto. La prof. in questione e&#8217; una grande intellettuale, talmente grande che vive in uno spazio non ben definito tra le nuvole<span id="more-519"></span> e la terra. Una volta la trattoria aveva le panche di pino, appoggiate alla parete con le relative tavole. C&#8217;erano sei tavoli e destra e cinque a sinistra. I tavoli non erano attaccabili  perche&#8217; le panche avevano i sedili doppi, davanti e dietro.  Un giorno la prof. si sedette a mangiare. Devo precisare che come cliente non era il massimo, visto l&#8217;indecisione biblica nel scegliere il menu&#8217; e le risposte sempre ermetiche che si prestavano a varie interpretazioni. Quel giorno mi ordino&#8217; la pasta al pomodoro, dopo naturalmente avermi fatto parlare per mezz&#8217;ora. Sul tavolo aveva sparso una quantita&#8217; immensa di fotocopie. quel giorno era seduta proprio al centro della fila di panche, il terzo tavolo. Arrivo con la pasta e non vedo piu&#8217; la prof., penso sia in bagno. Poso la pasta, nell&#8217;unico angolo libero del tavolo, giro i tacchi. Ma mentre sto per allontanarmi, sento un flebile richiamo, ascolto meglio era la voce della prof. La chiamo in risposta, per capire da dove venisse la voce, veniva da sotto il tavolo. La prof. era scivolata sotto il tavolo per recuperare un foglio e non era piu&#8217; capace di uscire, colpa del suo abbondante fondoschiena. Provai ad estrarla tirandola, ma niente. Accorse anche mio padre, ma la prof. non era &#8220;estraibile&#8221;. Cosi&#8217; dovemmo far alzare tutti i clienti, che poveretti stavano mangiando in santa pace, per spostare tutte le panche e i tavoli. Una volta uscita da sotto la prof. fu accompagnata in bagno da mio padre che si assicuro&#8217; la visione &#8220;in solitaria&#8221; del &#8220;culone&#8221; ammaccato. Mio padre che non va certo per il sottile in fatto di donne, mi disse di aver lusingato la prof. dicendogli che aveva veramente delle belle gambe. Un commerciante non si smentisce mai.</p>
<p>D.R.C.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.esuccessoveramente.it/blog/2010/08/26/sotto-la-panca-la-proff/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

