SOTTO LA PANCA LA PROFF…..

La settimana scorsa mi e’ venuta a trovare una mia vecchia amica a cui devo, per merito della sua caparbieta’, l’aver ottenuto la patente. Se non fosse stato per lei, credo, che non l’avrei ancora. Ricordando i bei tempi in cui lei studiava all’università ed io partecipavo alla borsa di studio con colazioni e pizze gratis. Questa mia amica e’ quella del racconto “super seno alle melanzane”. Cosi’ ricordando fra le risate quell’accaduto, la misi al corrente di un altro episodio accadutomi con la stessa professoressa del racconto. La prof. in questione e’ una grande intellettuale, talmente grande che vive in uno spazio non ben definito tra le nuvole e la terra. Una volta la trattoria aveva le panche di pino, appoggiate alla parete con le relative tavole. C’erano sei tavoli e destra e cinque a sinistra. I tavoli non erano attaccabili  perche’ le panche avevano i sedili doppi, davanti e dietro.  Un giorno la prof. si sedette a mangiare. Devo precisare che come cliente non era il massimo, visto l’indecisione biblica nel scegliere il menu’ e le risposte sempre ermetiche che si prestavano a varie interpretazioni. Quel giorno mi ordino’ la pasta al pomodoro, dopo naturalmente avermi fatto parlare per mezz’ora. Sul tavolo aveva sparso una quantita’ immensa di fotocopie. quel giorno era seduta proprio al centro della fila di panche, il terzo tavolo. Arrivo con la pasta e non vedo piu’ la prof., penso sia in bagno. Poso la pasta, nell’unico angolo libero del tavolo, giro i tacchi. Ma mentre sto per allontanarmi, sento un flebile richiamo, ascolto meglio era la voce della prof. La chiamo in risposta, per capire da dove venisse la voce, veniva da sotto il tavolo. La prof. era scivolata sotto il tavolo per recuperare un foglio e non era piu’ capace di uscire, colpa del suo abbondante fondoschiena. Provai ad estrarla tirandola, ma niente. Accorse anche mio padre, ma la prof. non era “estraibile”. Cosi’ dovemmo far alzare tutti i clienti, che poveretti stavano mangiando in santa pace, per spostare tutte le panche e i tavoli. Una volta uscita da sotto la prof. fu accompagnata in bagno da mio padre che si assicuro’ la visione “in solitaria” del “culone” ammaccato. Mio padre che non va certo per il sottile in fatto di donne, mi disse di aver lusingato la prof. dicendogli che aveva veramente delle belle gambe. Un commerciante non si smentisce mai.

D.R.C.

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