PRESEPE ALTERNATIVO

Come tanti bambini, anch’io da piccola, facevo il presepe. O per meglio dire lo faceva il nonno, perche’ secondo lui non era mica un gioco. Il presepe veniva posizionato sopra la macchina da cucire. Era un presepe con tutte le costruzioni fatte in casa dal nonno e un bellissimo sfondo blu scuro con incollate tante stelline fatte con carta e porporina. Le montagne sullo sfondo erano costituite da della carta lavorata ad arte con le mani, per creare l’effetto delle gole e delle vette, colorata poi a suo tempo di verde e di marrone. Immancabile il muschio, naturalmente vero, da mettere come terreno e sopra la capanna. Perche’ come si sa Gesu’ nacque in un posto molto umido e montano. Il reperimento del muschio era opera mia. Lo recuperavo a ridosso dei muretti sotto casa. Il mio presepe era un gran ricco presepe, c’erano tutti, piu’ tanti animali ed anche il famosissimo laghetto con le anatre fatto con lo specchietto da trucco di mia mamma. All’epoca avevo una  bella cagnetta di nome Kelly. Era una gran mangiona, io la adoravo. Una bella mattina ci alzammo e trovammo il presepe distrutto, come se un Gozzilla si fosse divertito a seminare morte e terrore. Era quasi tutto divorato, si erano salvati, un po’ di animali, Giuseppe e lo specchietto del laghetto, risultato sicuramente indigesto. Probabilmente il muschio quell’anno era stato abbondantemente irrorato da branchi di cagnetti intenti a lasciare un profumato ricordino. Tutti gli anni a Natale ci trovavamo a casa di mia zia per fare il famosissimo pranzone. Era una vera apoteosi, visto che tutti i miei parenti, chi piu’ e chi meno, erano ristoratori. C’erano delle vere e proprie sfide, vendette sottili che aspettavano solo quel giorno per manifestarsi. Zie contro cognate, fratelli contro cognati, sorelle contro sorelle. In tutto tredici cucinieri, piu’ la nonna. Quell’anno quando arrivammo consegnammo quello che restava del disastrato presepe a mia zia, perche’ lo gestisse al meglio. Dopo pranzo, circa le sei, sentimmo mia nonna lanciare il suo personale grido di costernazione: ” Oh! Par carita’ ” Tutti accorremmo a vedere, c’era mia nonna davanti al presepe, che si faceva il segno della croce a ripetizione. Guardava intensamente verso la capanna. Noi ragazzini e bambini, passando davanti a tutti arrivammo in prima fila. C’era si’ qualcosa di veramente strano nel presepe. Per esempio un quantita’ mostruosa di animali, piu’ loro che persone, ma niente di cosi’ orribile. Ma restammo a bocca aperta quando la nonna ci indico’ la capanna. Dentro la capanna c’erano, due buoi, due asinelli, la Madonna, Gesu’ bambino e DUE Giuseppe. Gia’ allora io e le mia cugine, promettevamo bene, cosi’ ci avvicinammo alla nonna atterrita, e come se stessimo conversando tra noi dicemmo: ” Ma secondo te sto Gesu’ bambino assomiglia di piu’ al Giuseppe con il bastone o a quello con il mezzo braccio rosicchiato?

D.R.C.

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