NOTTE DI NATALE

Un capitolo a parte, tra i doveri delle festivita’ natalizie, lo ricopre la sera di Natale, a casa di mia mamma. Tutti gli anni mia madre ci costringe ad andare a casa sua ad aprire i regali. Faccio presente che io ho sulle spalle una giornata piena ed il giorno dopo una che sara’ ancora peggio. Ma questo non tocca minimamente mia madre, che mai al mondo si perderebbe un occasione cosi’ ghiotta. In un colpo solo prende: la figlia, il genero, le amiche e la povera zia Mirella. Mia madre per l’occasione va a prendere la zia tre giorni prima e la sottopone ad un regime cileno, sconvolgendo tutti i suoi ritmi, la dieta, gli spazi, le scelte. Sotto questa pressione, la povera zia, arriva alla fatidica sera distrutta, ma felice, perche’ almeno il piu’ e’ passato. Ci presentiamo alla soglia piu’ o meno verso mezzanotte passata, suoniamo il campanello, sapendo che all’interno ci sono un po’ di vecchiette che aspettano da un anno lo show. Lo show consiste in un assolo di tromba, che suonata dal mio compagno, farebbe scappare anche gli alieni, il pezzo viene reinterpretato varie volte, tra il vociare delle “nonne” allegre e festanti. I pezzi “interpretati” non sono altro che le armonie natalizie in chiave free-cool jaz. Nella cucina piccolissima il rumore e’ assordante, come se non bastasse ogni tanto, per tirare su’ le presenti, cantiamo un ”  TANTI AUGURI A TE” che non guasta mai. Loro ci maledicono benevolmente. Nel caos piu’ assoluto,  il mio compagno regolarmente, si divora tutto quello che c’e’, con massima disperazione di mia madre. Disperazione non dettata dal bisogno o dall’avarizia, ma dal semplice fatto che tutto quello che aveva pianificato va a farsi friggere. Questo ci diverte tanto e ci ricambia del sacrificio. Come al solito le scombiniamo i soprammobili, le cose nel frigo e quant’altro. Tutto questo puo’ succedere perche’ lei e’ troppo impegnata a presenziare l’evento, ma io la vedo che ci segue ovunque con lo sguardo terrorizzato. Dopo di che c’e’ lo scambio dei regalini. L’ultimo anno meta’ delle astanti non ha capito di cosa si trattava, speriamo che il sapone alla pesca qualcuno non lo abbia mangiato, mia zia in particolare non ha ancora capito che quel tappeto per il bagno non e’ un asciugamano. Segue immancabilmente, il filmato che il mio compagno gira di nascosto ogni anno, in cui un geriatra potrebbe fare una ricerca sulla decadenza dei neuroni nell’eta’ senile, semplicemente paragonandolo a quello dell’anno prima. Infine la foto di gruppo, ovvero un tre-quattro autoscatti, perche’ prima le “signorine grandi firme” non capiscono di cosa si tratti. L’anno scorso qualcuna ha avuto, un piccolo incidente. Durante le posa per l’auto scatto le e’ sfuggita, per cosi’ dire, dell’aria. Ad una certa eta’ il controllo degli sfiati e’ assai problematico. Le risate ci hanno costretto a fare qualche foto in piu’. Quando siamo stati a casa, ci siamo interrogati su chi potesse essere stata, visto che tutte negavano. Ma la colpevole e’ stata immortalata, senza via di scampo, dal filmato. Era quella che aveva cominciato a ridere prima di tutti.

D.R.C.

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