TI VEDO PALLIDA

Le mamme, si sa, ti dicono sempre delle piccole bugie, le scopri man mano che cresci. Scopri che l’iniezione è un attimo, ma il liquido fa un male del demonio. Scopri che l’alcol, che brucia, non disinfetta per niente, nonostante lei te ne abbia versato sulle ginocchia, sbucciate, vere e proprie ondate. Le sudate allucinanti dopo l’Aspirina, mia mamma metteva a bagno nell’Aspirina le mie magliette di lana, quelle che pizzicavano da morire. Le asciugava, me le metteva più pizzicanti di prima, mi seppelliva sotto metri di coperte e mi diceva di stare tranquilla. La maestra è come la seconda mamma, così mi picchiavano tutte e due. Bisognava sempre baciare la signora Manzonato, ma se puzza come un cane da stagno! No, non puzza, ha una malattia e tu, dopo anni, vieni a sapere che si faceva la pipì addosso e non si cambiava mai. Alla mattina bisogna aerare le stanze, peccato che in inverno con 1 grado; alzarsi dal letto nella Siberia, in bagno l’acqua gelata, in cucina la stufa spenta e poi in vespa di corsa verso il gelo. Quando si va in montagna, la domenica mattina, si parte da casa già vestiti da ghiacciaio con il riscaldamento dell’auto a mille gradi, risultato, si comincia a vomitare alla prima curva. Ogni volta che mi vedeva strana, pallida, stanca, o comunque cavolo mi vedesse lei, mi dava delle potentissime purghe, capaci di tenermi sveglia tutta la notte. Così al mattino mi vedeva strana e allora via, altra dose cavallina di purga e da qui all’infinito. Per non parlare delle vere e proprie “truffe alimentari”. Coniglio spacciato per pollo, tacchino per vitello, trota per salmone, fegatini per funghi, pere cotte per marmellata di pesche, pane vecchio per fresco, lavatura della bottiglia del latte, per latte scremato. Fin qua sono solo sostituzioni e quando gli alimenti sono scaduti rasentando la lavanda gastrica. Il pomodoro frizza, c’è il peperoncino, il formaggio ha la muffa, basta pulirlo, il minestrone, odora da cassonetto, basta mettere un pò di grana, la bistecca è praticamente il nucleo del sistema nervoso della mucca non c’è un microgrammo di carne, mangia scema, non capisci neanche cosa è buono. L’ultima di mia mamma è successa due settimane fa. Precisiamo subito, che ha un debole per il mio compagno, qualunque cosa gli chieda di fare lei lo fa, non così per me. Quindi lui telefona:” Valeria fammi gli gnocchi;” e lei:”Sì.” A prenderli vado io, dall’altra parte della città, in scooter con i vassoietti tra i piedi perché se no si schiacciano. Preparo un bel sughetto, il mercoledì a pranzo, l’unico giorno in cui sto insieme al mio lui. L’acqua bolle, lui arriva, immergo gli gnocchi. Dopo un pò nella cucina comincia a levarsi uno strano profumo, non capisco subito da dove viene, quel giorno non avevo panni stesi in casa. Eppure è un profumo, mah, scolo gli gnocchi ci metto il sugo, il parmigiano. Alla prima forchettata percepisco subito in bocca il sapore, come di ammorbidente, ma nonostante avessero un gusto sgradevole non riuscivo a smettere di mangiare. Lui mi chiede l’origine di quel gusto assolutamente strano. A quel punto, mi è successa la metamorfosi, gli ho risposto come avrebbe risposto mia mamma:” Gusto strano? Ma quale gusto strano sarai tu che hai la bocca cattiva.” Era come se si fosse impossessato di me il demone delle mamme. Riuscii a liberarmi del maligno, non senza fatica e buttare i maledetti gnocchi nella spazzatura. Il giorno dopo chiesi, nutrendo però poche speranze, a mia mamma il motivo di tanta schifezza. Lei candidamente, stupendomi, mi disse di aver fatto riposare gli gnocchi su dei canovacci lavati con il Coccolino. Mi chiedo adesso come mai, era così sincera, vuoi vedere che veramente il demone l’ha abbandonata per entrare in qualcun’altra?

D.R.C.

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