RUSTICO INVISIBILE CON TORO DA GUARDIA

Da un pò di tempo a questa parte sto accarezzando il sogno di acquistare una seconda casa per le vacanze o forse chissà per viverci dopo il pensionamento. Il sogno consiste in un rustico come, viene viene, con un pò di terra per tentare di fare il contadino, con previsioni di danni irreparabili per la natura o per la villeggiatura o per creare una comune anni ’70. La prima parte della ricerca si svolge da casa con l’ausilio della rete. Non si può neanche immaginare che “pessimi fotografi” ci siano nelle agenzie. Le foto sono quasi tutte ” tagliate,” rustici immersi nel verde, in realtà con un centimetro di giardino, indipendenti invece dipendenti, a strapiombo o a ridosso di vere e proprie frane in corso. Con servitù di passaggio dei vicini, a decine (é l’unica via altrimenti il parapendio),di trattori, mezzi agricoli giganteschi, pecore, mucche, suore. Il terreno è immancabilmente in discesa, nel caso uno voglia investire nel bob a quattro. Tutto vigneti od olivi, ormai selvaggi, tanto è passato dall’ultima potatura. ” Ci può fare l’olio per tutto l’anno” oppure accendere un mutuo per pagare il contadino che lo dovrà custodire. Fino a qui il terreno, e la casa? Soleggiata = solo da un lato, da sistemare= da radere al suolo, 50 metri per piano= 25 se tutto va bene, abitata fino a poco tempo fa= abitata dai fantasmi, ragni, ghiri, rurale=fatti tutto abusivamente tanto prima o poi c’è il condono, ma infine è tutto così country. Tra le varie uscite, mi ricordo una dove la casa, completamente a nord era tenuta in piedi da una secolare edera, in realtà forse valeva più la pianta degna sicuramente di un orto botanico. Nello stesso prezzo era compreso : la mulattiera, mini camminamento sospeso su un vivace torrente, che per erosione, della stessa sarebbe durato forse un altro quarto d’ora. L’annesso che casualmente era crollato la notte prima. La “cucina esterna” a trenta metri di distanza. A questo punto uno può chiedersi perché una persona si fa 700 chilometri per vedere un ‘edera? Perché nelle foto e nelle planimetrie spediteci, c’era in realtà oltre l’edera, un altro bel rustichetto, considerando il prezzo, la posizione e la metratura sicuramente compreso nel prezzo. Invece sorpresa!!! Il piccolo rustico per magia non era più in vendita, ma non lo era mai stato. I tre rustici di cui parlava l’annuncio, certamente non le foto e men che meno le planimetrie spediteci ed in nostro possesso erano: l’edera, il crollato( 2 metri x 2) e la cucina (1,5 metri x 1). Il mio compagno voleva gonfiare di botte il venditore, invece si limitò a prenderlo un pò per il c….

Il venditore che per tenere su il morale ci guardava e ridendo ci narrava le bellezze del luogo.

L’ultimo rustico, sempre trovato su internet, bellissimo, terreno, tetto rifatto, 800 metri dalla strada. Si decide di contattare l’agenzia. Arriva la mail con ulteriori foto. Foto fatte molto bene, rendevano come nessun’altra, di cosa si trattasse. Dalle mail si passa alle telefonate, ci si accorda per incontrarci e vedere la casa. Primo intoppo, il giorno dopo l’agenzia ci chiama chiedendoci di spostare il giorno. Meno male, anche noi non potevamo, si posticipa il viaggio alla settimana dopo. Presi dall’entusiasmo, proponiamo ad una carissima amica di venire a vedere la casa , ci sta’ e sale in macchina con noi. Attraversiamo l’Italia dal lato ovest a quello est, pernottiamo in un bad and breakfast, molto accogliente con i proprietari che ci ricoprono di mille attenzioni. Arriviamo e il mio compagno sta malissimo, durante il viaggio si era mangiato una scatola di biscotti ripieni per fortuna la Rita con una coca cola me lo rimette in piedi. Un tempo orrendo, pioggia e temporale per tutta la notte.

La mattina si parte presto per incontrare l’agente dell’agenzia. Ci viene in mente di telefonare, giusto per dire che stiamo arrivando.

Sorpresa ! La proprietaria dell’agenzia ci dice che non sapeva nulla del nostro incontro. In macchina ci fù un terremoto, chi urlava, chi diceva “passamela che ci parlo io”, Non potevano farci vedere la casa in nessuna maniera, dal momento che l’agenzia si trova a centinaia di chilometri dal luogo d’incontro. La telefonata si fa sempre più calda, infine optiamo per andare a vedere la casa senza di loro. Ci spiegano a grandi linee dove si trova. Il rustico dalla spiegazione è a 20 minuti dal mare.

La direzione è verso un passo di montagna e ad un certo punto avremmo dovuto trovare un piazzale e la strada asfaltata dove finisce, diventando una mulattiera, avremmo trovato un cancello e poi 800 metri dopo ci sarebbe stata la casa.

Arriviamo al passo, imbocchiamo la mulattiera, strada sbagliata. Chiamiamo l’agenzia, non dovevamo arrivare in cima al passo (dove la vegetazione è assente per l’altitudine), meno male che il rustico distava poco dal mare, quota 1100 metri, ma qualche kilometro prima avremmo trovato una catenella , vicino ad un tornante e poi da lì seguire le indicazioni. Durante tutta la salita la mia amica per sdrammatizzare mi da delle dritte su come impiantare una stazione sciistica.

Bene con una spiegazione così , come si fà  a non trovare la casa. Ci fermiamo ad ogni tornante a controllare la presenza o meno di una catenella. Incontriamo un signore gentile che si fa in quattro per capire quale fosse la casa, ci riempie di consigli e ci spiega la strada per arrivare alla casa. Mentre parliamo con il signore arriva un pikup con un ragazzo giovane di Milano, amareggiato, una faina nella notte gli era entrata nel pollaio e gli aveva ucciso una ventina di galline. Il signore, ci racconta che quel ragazzo, assieme alla fidanzata, avevano venduto tutto a Milano e si erano aperti una locanda in quell’infausto luogo. Chissà a loro l’agenzia che cosa aveva promesso forse, proprio là la sede dell’expo, o della fiera, o la costruzione di un santuario. Nessuno saprà mai che in che momento la pazzia, ti fa compiere certe scelte.

La ricerca continua e finalmente troviamo la catenella, parcheggiamo e seguiamo il sentiero. Chi ha la lontana idea di un sentiero dopo che piove per 1 mese e la notte prima aveva diluviato? La palude. Subito arriviamo al cancello e per nostra massima sorpresa troviamo una scritta “ATTENZIONE TORO IN LIBERTÀ'” . Da pazzi  entriamo, armati di 2 borsette da donna, 1 ombrello blu tascabile e tanta incoscienza. C’erano molte impronte di, penso e spero, mucca. Passiamo 3 veri e propri guadi, svariate piscine di acqua fino a sopra la caviglia, fango che ricopre l’intero piede , rischiando di lasciarci lo stivale dentro. Passano 40 minuti di cammino e  sentiamo lo scampanellare tipico dei pascoli, proprio sul bivio dove pensiamo possa essere la casa. Ovviamente scegliamo di girare  dall’altra parte. La sera dopo il mio compagno mi mostrò  con le mani quanto grandi erano le corna del toro. In totale 3 ore di cammino e la casa chi l’ha mai vista?

Torniamo verso una zona abitata, era dal mattino che giravamo, ormai erano le tre del pomeriggio e la mia amica delirava dalla fame.

Per fortuna alle 16 avevamo un altro appuntamento con un’altra agenzia che doveva farci vedere l’affare della nostra vita.

Questa volta almeno il rustichino, piccino picciò, c’era veramente, solo che era accatastato come annesso agricolo e per abitarci bisognava fare i lavori di nascosto. Le maestranze avrebbero dovuto, a detta del venditore, lavorare il sabato e la domenica, magari operai anziani, magari sottopagati, che conoscono il mestiere. Oppure come la vedo io, se si impianta un cantiere bisogna chiedere il permesso: e per cosa? Per ristrutturare una stalla senza abitabilità in un parco naturale? Risposta:” Ma chi viene qua a mettere il naso su cosa state facendo. La fossa biologica? Non serve, il commercialista di Firenze, (quello che ha comprato l’altro pezzo) non la fa, lascia tutta la schifezza andare giù per il colle. Peccato che giù per il colle, ci sarebbe dovuto essere il terreno, tutto ad oliveto, del pezzo di rustico che interessava a noi. Vi immaginate condire l’insalata con l’olio che è stato concimato, con i liquami del commercialista di Firenze, che lusso. Parlando ancora però, ho scoperto che sopra le proprietà, in questione, veniva costruito un residence, che forse a sua volta avrebbe concimato i frutteti del solito commercialista. Perché come dice la mia amica Paola, un giorno corre il cane ed un giorno corre la lepre.

D.R.C.

A.L.

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