IL GIARDINO DELLA SUOCERA

Dalle finestre della mia casa godo di una veduta bellissima, campi e campi. Aria fresca (a volte anche profumata di stalla) e sullo sfondo l’argine.

La mia casa ha in comune il cortile con i suoceri.

Da precisare che la suocera non ha un pollice verde molto sviluppato, ma gli piace curare il giardino con piante e fiori.

Una volta all’anno chiama i giardinieri per dare una ritoccata generale e fare il lavori più fini, piantine, semine, fiori.

L’ultima volta sono venuti pochi giorni fa.

Il giardino e’ sempre curato.

Al mattino mi alzo presto per andare al lavoro, apro le finestre per cambiare l’aria e vedo un bellissimo gregge di pecore  sui campi intorno alla casa.

Purtroppo mi sono perso una scena felliniana.

Mia suocera esce di casa dopo che io sono già partito.

Panico, una ventina di pecore, stavano brucando le aiuole, le piante e i fiori appena piantati.

La suocera ha iniziato a far rumore, battendo le mani, per fare allontanare le pecore. Pecore che non gliene fregava niente, brucavano con tutta la calma che una pecora può avere.

La situazione era inversamente proporzionale, più la suocere si sbracciava e più il giardino scompariva.

Alla fine il pastore accortosi della situazione ha chiamato, con un fischio, il cane, che in un batter d’occhio ha ristabilito l’ordine portandosi via le pecore.

F.L.

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