I CHING

La cosa più bella, per me, dell’estate è, naturalmente dopo le vacanze, i miei mercoledì in piscina con le amiche. Sono sempre delle bellissime giornate perchè si sta un pò all’aria aperta, si nuota e si passa il tempo a chiacchierare. La mia migliore amica Gianna, ha la macchina e ci fa da autista. Ci carica tutte, o solo me e poi si va. In piscina ci portiamo spesso libri che neanche sfioriamo, ma sono con noi perpesare in borsa o per fare da peso che tiene fermo il pareo. Succede questo quando siamo in compagnia, il libro non ci serve. L’appuntamento settimanale è vitale per fare un summit sulla situazione generale nostra e naturalmente di tutti gli altri. Tra le varie amiche che ci accompagnano, ce n’era una, Carletta, che stava due anni fa, passando un inferno sentimentale. Era sempre la solita minestra, lei si era innamorata di uno, ma lui no.  Molto depressa in quel tempo, ci rompeva le scatole a tutti con sta storia. Così il mercoledì, io e Gianna, ce la portavamo in piscina, come fioretto alla Madonna. Dopo pochi minuti di vagheggiamento, si entrava nel merito della questione: sto accidenti di uomo si fa avanti o no? Ormai Carletta era diventata più esperta di oroscopi di Fox, più di paranormale di Casella, più di cazzate di Otelma, portandosi dietro ogni volta tutto lo scritto possibile in materia. L’aggravante era, che a darle man forte, ci si era messa anche la mia amica Gianna. Io godevo, ascoltando quei deliri, quasi logici. Il top fu raggiunto quando Gianna una mattina dalla borsa estrasse I CHING. Questa pratica divinatoria orientale, ha profonde radici, spirituali, simboliche, culturali, di tutto rispetto. L’uso ancora oggi è studiato e non di facile interpretazione. La Gianna, in compenso, aveva comprato una specie di Bignami. In un quarto d’ora avevamo capito arcani, che ancor oggi mistici orientali studiano da secoli. Il meccanismo, secondo  la mia amica, era semplicissimo, bastava formulare una domanda, tirare delle monetine, calcolare e trovare nelle tabelle la risposta. La risposta riguardava il presente, ma in certi casi poteva anche riguardare un futuro prossimo. Naturalmente quella mattina, alle monetine magiche, venne fatta una domanda cruciale: ma sto tipo si farà avanti prima poi? La risposta fu franca, chiara, senza nemmeno parabole cinesi, NO!  Allora vennero formulate altre domande, tranello, nel caso il macchinoso apparato divinatorio si fosse messo tra Carletta e il suo innamorato. Ma le risposte furono tutte più o meno dello stesso tono: “a questo non gli interessi, se mai nascesse l’amore succederebbe il disastro, mai neanche sesso, piuttosto si castrerebbe chimicamente da solo”. Dopo questa batosta, Carletta, era un pò incazzata visto che poi a ma ed a Gianna le monetine, avevano predetto, le tre S, soldi, successo e sesso. Ci avviammo, come in mesta  processione, a consumare un panino al bar all’aperto. Noi ordinammo da mangiare, Carletta no, era troppo arrabbiata. Vicino a noi erano seduti un signore con una signora anziana, ma ben tenuta. Mentre aspettavamo i panini, Carletta si era già fumata mazzo pacchetto di sigarette. Aveva affumicato l’aria come venti fumatori, il signore che stava mangiando, chiese gentilmente se avesse potuto fumare un pò meno. La risposta fulminante della fumatrice fu:”Cosa cazzo mi rompi i coglioni qua siamo all’aperto, se tu e tua madre volete stare soli, appartatevi nella pineta, così ci risparmiate lo spettacolo!” Io già a metà della frase feci un  cenno alla mia amica Gianna, che voleva dire: andiamo di corsa, qua le cose si mettono male. Con una mossa a sorpresa ci defilammo, mentre la discussione prendeva la via della rissa. Allontanandoci, vedemmo correre verso la piscina due inservienti e il portiere. Non seppi mai come andò a finire e lei non me lo disse neppure, l’unica cosa che so è che i ching per lei non sbagliarono nemmeno una virgola.

D.R.C.

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