COL CALDO VIENE MEGLIO

Come si fa a credere a quelle coppie che ti dicono che non litigano mai. Le litigate fra me ed il mio compagno, sono state e sono sempre varie e scenografiche. Scrivo di quest’argomento adesso, perchè con il caldo di solito l’insofferenza aumenta. Con il tempo ho imparato a non ribattere subito, perchè altrimenti ho subito la partita persa. Meglio ribattere con calma un pò dopò, magari a letto, magari alle due, così la mente è più fredda. Questa è la cosa che lui sopporta meno in assoluto, perchè dice che poi, non si ricorda più quello che ha detto, con il sonno che si ritrova e così io ho campo libero alle recriminazioni. Si litiga tendenzialmente perchè, si ha delle intrerpretazioni differenti della stessa cosa. Durante la prima litigata, lui gettò l’anellino d’argento che ci comprammo in Grecia, io gettai il bracciale d’oro che mi aveva regalato a Natale. Quando lui se ne andò, andai a riprenderlo nel cortile del pub dietro casa. Un’altro episodio fu da me innescato, perchè la notte prima della partenza, lui era al pub con gli amici, invece di andare a prendere l’ombrellone da mia mamma. Tengo a precisare che, dopo tutte le liti c’è stata la rottura della coppia, con traslocco di rito. Essendo lui il più grande” accumulatore della storia”, durante questi traslocchi era costretto a venire a casa innumerevoli volte, per prendere tutte sue le cose e così a forza di rivederci ci rimettevamo insieme. La storia dell’ombrellone finì, perchè io, presa coscenza che le ferie sarebbero sfumate, chiesi pietà e gli dissi:” Vuoi che ci roviniamo le ferie, le uniche, partiamo lo stesso ed ognuno fa quello che vuole:” Accettò e per sua disgrazia-fortuna siamo ancora insieme. I nostri litigi, non so perchè, avevano luogo spesso in macchina o in moto, il problema con la prima, era che si scendeva storditi dalle urla e con la seconda che si rischiava la vita. Quando lui si arrabbiava in moto, trasgrediva in una sola volta tutto il codice della strada, io mi limitavo a picchiarlo. Abbiamo ancora in casa un rudere di PC che una volta, sempre durante una lite, fu defenestrato dal suo possessore. La discussione era nata perchè secondo me, ne stava facendo un uso improprio. All’ordine del giorno, c’è la piccola discussione su quante crocchette bisogna dare da mangiare alla nostra gatta obesa, sul fatto che sono sempre l’ultima ad andare a letto, sul casino che c’è nella stanza studio, nell’armadio con le tute da ciclista. Perchè non ascolto quando parla, non imparo ad usare Cyberduk, il T9, il mouse e il copia e incolla. Ha rinunciato a discutere su : guidare l’auto, il PC, il dentista, il rapporto con una mia collaboratrice, il sesso, le piante, le chiacchere, le vie, andare in bicicletta e fare qualsiasi tipo di sport e avviare  discorsi lunghissimi alle 2 di notte. Ho rinunciato a discutere su: ? Da qua si può capire chi ha meno difetti. L’ultima litigata in vacanza è stata l’anno scorso, quando lui senza avvisarmi dette le chiavi della stanza, per fare le pulizie. Nella stanza c’era il disastro, mi seccò notevolmente che la signora avesse trovato il disordine assoluto, così litigammo. Ma litigammo ancor di più, quando seppi che non fu la signora a sistemare, ma il figlio venticinquenne e che dopo aver sistemato, ripose al suo posto tutto il mio abbigliamento intimo, particolarmente sexy in occasione delle vacanze. A parte tutto questo, ma lui ancora non sa che IO sono la sua anima gemella e NOI staremo insieme SEMPRE, SEMPRE, SEMPRE. ANCHE NELL’ALDILà.

P.S. L’abbigliamento sexy delle vacanze consiste in strategici tanga, visto che viaggiamo in moto e non mi posso portare se no litighiamo: il boa di struzzo, il tacco da 20, la tuta di latex, le manette, la frusta, il completino da pecorella, da infermiera e da vigile urbano (ognuno ha le sue perversioni). Dura è, quando la minestra è scaldata da 17 anni.

D.R.C.

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