BUONA DOMENICA

Tra le opportunità che un lavoro come il mio può dare, c’e’ la possibilità’ di far conoscere le persone vicendevolmente. Mi piace molto durante le conversazioni, far interagire fra loro persone che non si conoscono. Do loro l’input, poi fanno tutto da soli. Così’ successe che Paolo, psichiatra, conobbe Eugenio, detto “testadicuoio.” Paolo e’ nostro amico da tanti anni assomiglia tanto al commissario Montalbano, e’ un bravissimo professionista, ha solo un difetto e’ di una distrazione mostruosa. Eugenio e’ un ex militare d’azione, in quel tempo era “galoppino” in una di quelle società finanziarie del gruppo Mediolanum. Paolo, quando viene a mangiare, come primo segno che tutto e’ normale, mi chiama con un nome diverso dal mio. Mi ordina parlandomi al plurale:” Cosa mangiamo noi stasera?” Ed io per risposta:” Volete mangiare, signori, due primi o due secondi?” A quel punto si comincia a ragionare anzi a sragionare, perche’ mi chiede come sta il mio compagno, chiamandolo con un altro nome. Va a salutare in cucina, sbagliando tutti i nomi e quando arriva il piatto lo guarda come se non capisse di cosa si tratta. Qualcosa mi dice sempre che non si ricorda cosa cavolo abbia o abbiano ordinato. O forse quello che adesso e’ seduto non e’ lo stesso di quello che mi ha ordinato, non lo sapremo mai. Una sera mi disse:” Sai che stasera la pizza era buonissima.” Grazie Paolo peccato che tu abbia mangiato la pasta con i piselli. Un giorno arrivo’ con un occhio nero, aveva sbagliato il nome della fidanzata. Eugenio a differenza di Paolo e’ di un precisino mostruoso, ha una fissazione per l’ordine e la pulizia. Non sopporta di sporcare la tovaglia, vederlo mangiare e’ una sofferenza. Intraprende dei veri e propri esercizi di alta acrobazia. E’ un pettegolo pazzesco e da buon “sbirro” vuol sempre sapere tutto di tutti. Al tempo, ci straziava la vita fino a notte con lezioni di marketing e su come ipnotizzare le persone. La cosa piu’ impressionante e’ che ci credeva veramente. Noi ci divertivamo tantissimo a prenderlo in giro. Una volta ci racconto’ di essere andato in India nella comunita’ di Sai Baba. Aveva regalato alla compagna una foto del santone, messa in bella mostra in soggiorno. La loro domestica, un po’ miope, un giorno disse alla signora, guardando la foto, che era veramente bella con la messa in piega e il vestito da carnevale. Del mistico racconto, dell’esperienza, mi rimasero impressi gli uccelli sugli alberi, che a detta di Eugenio, non defecavano quando sotto passava un fedele. Li immaginavo tutti paonazzi, ed alla fine della processione, uno tsunami di guano. Una mattina presto, Paolo incrocia Eugenio, tirato a lucido con valigetta 24 ore sotto casa. Paolo dice :”Buona domenica Eugenio”. ” Anche a te Paolo.” Dopo pochi metri ad Eugenio viene un atroce dubbio, “ DOVE VADO, SE OGGI E’ DOMENICA ? ,ma che cavolo di giorno e’ oggi? “. Gira l’angolo e trova Antonio in tabaccaio. Era martedi’. La sera stessa chiesi come era andata la giornata a Paolo e lui me la descrisse come una riposante domenica. Ma non e’ martedi’ oggi ?.

D.R.C.

P.S. oggi (8 agosto 2008) ho saputo che la mia amica quel giorno era particolarmente depressa e l’osservazione della governante le diede definitivamente il colpo di grazia. Nel ripercorrere quell’episodio, ci rammentammo che la governante in questione aveva una particolare venerazione per il dio Bacco. La figlia della mia amica, le faceva da cameriera e la mia amica da psichiatra-autista.

p.s. p.s. la mia amica e’ quella del racconto “il fenomeno da baraccone”

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