3-1 1982

Tutti gli anni, da ragazza, andavo in vacanza in Iugoslavia con un gruppo di amici.

Eravamo una banda molto eterogenea, si andava dal dirigente al metalmeccanico al commerciante allo studente. Non c’era distinzione di classe. La “transumanza” avveniva tra la fine di luglio e i primi di agosto. Normalmente, eravamo più di una trentina. Noi, che eravamo il gruppo più piccolo, abitavamo in una casa a due piani. Sotto gli italiani e sopra i tedeschi. Non ho mai capito la ragione, ma fin da subito, con i nostri vicini, ci siamo odiati. Immaginate lo stereotipo dell’italiano medio (la famosa spaghettata di Albertone)  e quello del “tetesko” di Germania , tutti perfetti con rigore. Ecco noi eravamo così. Quando andavamo in spiaggia, tra ombrelloni sdrai, palloni, materassini, canotti, bambini, e viveri per un mese sembravamo l’armata Brancaleone. Loro arrivavano già abbronzatissimi, con un piccolissimo asciugamano e una bottiglietta d’acqua. Quando pranzavamo, con pasta, secondo, verdure, formaggi caffè, grappe e cicca finale, i tedeschi , prima ci guardavano a bocca aperta e poi ci fotografavano. Il primo episodio di scontro si ebbe una mattina quando i tedeschi al ritorno dal mare arrivarono con una cinquantina di stelle marine vive e le misero tutte su un muretto tentando di ucciderle versandogli sopra della grappa. Vedendo questo noi subito protestammo, Non capivamo quello che ci dicevamo entrambi ma il senso era chiaro. Ad un certo punto la discussione divenne più accesa e il signore anziano tedesco, ci fece capire che il pezzo di braccio che gli mancava, causa la guerra, l’aveva perso per colpa degli italiani. Risposta, in dialetto, :” Masa poco i te ga fato”. Traduzione : Troppo poco ti hanno fatto. La padrona di casa si intromise e tutto finì lì.  Nei giorni a seguire, altre scaramucce più o meno importanti. Devo spiegare, che nella casa, eravamo cinque coppie, con cinque uomini grandi e grossi. Due erano del servizio d’ordine della Fiom, in fonderia, uno colossale, commerciante di bestiame, uno vigile urbano, un imprenditore edile. Tutte le sere cenavamo in giardino. Dopo cena ci raggiungevano gli amici del campeggio, con le chitarre e facevamo musica fino, circa, le una.

Ogni sera , dai tedeschi, arrivavano proteste e brontolii. Finche’ una sera, che eravamo particolarmente allegri, successe la guerra.

Cominciarono i tedeschi sgridandoci per il rumore, come risposta noi li mandammo a quel paese. La discussione si fece sempre più accesa.

In giardino, eravamo tutti i più giovani e più rumorosi, in casa c’erano i più adulti che discutevano di politica tra una birra e una canna. Quando la situazione all’esterno divenne rovente, entrai in casa a chiamare rinforzi. Uscimmo tutti, eravamo, dal punto di vista “militare” , in largo vantaggio. Se avessimo voluto bastonarli come polpi, non avremmo avuto problemi. Io che sono un’animalista, continuavo a pensare alle stelle marine. Il macellaio, pensava, a quando un pomeriggio trovo’ tutta la nostra carne fuori dal frigo, mentre la birra dei tedeschi se ne stava bella fresca all’interno. Il vigile urbano, doveva sempre spostare la macchina (parcheggiata all’ombra) per lasciar posto ai tedeschi. Gli altri nutrivano rancori datati 1943-1945, non per colpa dei tedeschi, per colpa dei racconti dei genitori (noi si, in tempo di guerra non avevamo da mangiare, quindi mangia il fegato).  Ad un certo punto si creo’ uno stallo, in cui tutti avevano finito le ingiurie. Eravamo in parità. Dal fondo campo, arrivo’ Adriano, detto il filosofo, servizio d’ordine ex fonderia Peraro, si fece largo e si piazzo’ sotto le finestre dei tedeschi. Alzo’ la testa e disse : ” ITALIA – GERMANIA 3 A 1 “. Seguirono minuti di silenzio, da tutte e due la fazioni.

Noi ci inchinammo di fronte la profeta. I TEDESCHI SI RITIRARONO CON MESTIZIA.

ITALIA GERMANIA 3-1 gol di ROSSI, TARDELLI, ALTOBELLI. Per la Germania SCHNELLINGER. RIGORE SBAGLIATO DA CABRINI SULLO 0 A 0.

(Con la collaborazione di Paolo M.)

D.R.C.

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