A QUATTRO MANI 2

p.s. leggi la prima versione scritta da lui…

Una sera usciamo a cena e l’auto fa i capricci, regge l’andata, al ritorno si ferma davanti casa e non parte più. Lei scende e sale in casa perché come al solito gli scappa. Aspetto e non la vedo tornare. Salgo ed e’ seduta che guarda la tv. “Dai , che mi aiuti a metterla dentro al garage, io spingo e tu guidi”, gli chiedo.

Bene lei mi da l’ok. Premesso, che lei ha la patente, ma non guida da più di un decennio. Dopo averle spiegato la manovra da fare, mi metto dietro la macchina e inizio a spingerla. La macchina era parcheggiata dal lato del garage e bisognava farla entrare di “culo”, quindi prima manovra sterzare, verso il lato opposto della strada , una L (elle) e poi indietro dritta. Spingo, spingo più forte, la macchina si muove, lei sterza a sx , la macchina sale quel leggero pendio che hanno tutte le strade al centro. Per evitare  che l’acqua stagni nel centro strada. Valicato il leggero dosso la macchina scende da sola e prende una leggera velocità. BANG, contro il lampione della luce (che si spegne). Miseria e accidempolina, gli vado vicino e gli chiedo perché non avesse frenato. Risposta ” io dovevo frenare ? eri tu che mi dovevi fermare e poi con te non parlo perché sei agitato !!! “. Non ero agitato, ma quando qualcuno ti dice calmati l’altro si agita. Mi chiedo ancora come dovevo fermarla se ero dietro. Delle idee mi sono venute fuori, tipo unghie che penetrano nella carrozzeria e tiro indietro, palmi con ventose oppure il miglior metodo sarebbe stato quello di correre davanti alla macchina e buttarmici sotto a mo’ di pelle di leone. Lei scende e sale in casa, lasciandomi li con la portella aperta, la macchina in mezzo alla strada, il lampione spento, il garage aperto e una bella bozza sul cofano. Con un bel po’ di fatica e rincorse metto la macchina in garage da solo. Salgo in casa, lei e’ già a letto, e’ arrabbiata. Non ho ancora voglia di dormire e poi sono caldo dalla fatica. In frigo c’era una bellissima e grandissima vasca di gelato ( 18 euro) al gusto pistacchio e un altro che non mi ricordo. Prendo la vaschetta un cucchiaio grande televisione accesa, filmetto di star trek o qualcosa di poco istruttivo, mi siedo e comincio la lotta. Che libidine, prima cucchiaiata, la pala piena di gelato, metto in bocca, che buono, sciolgo il gelato in bocca e sento qualcosa di duro. Troppo duro, lo sputo. Era un pezzo di vetro verde, tipo quello dei bottiglioni. Lo tengo in mano e vado da lei, gli chiedo conferma di quello che avevo in mano. Ora era proprio venuto il momento di andare a letto, se rimanevo alzato ancora sarebbe potuto capitarmi di tutto.

Sono passati anni e lei ancora non guida.

A.L.

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