Non far finta di niente …. SALUTAMI

Un giorno, mentre andavo al lavoro in motorino, vedo una macchina uguale identica a quella di mio cognato. Mi sorpassa e il semaforo poco più avanti lo obbliga a fermarsi. lo raggiungo e mi metto a battere con la mano aperta il cofano. Gli urlo “SANDRO !!, FAI FINTA DI NIENTE VERO ???”  e continua a non salutarmi  gli do’ altri due pugni sul cofano e il “Sandro” tira giù il finestrino e la prima cosa che dice e’ una bestemmia e mi fa’ notare che non e’ Sandro……..

Guardo bene  e  non era SANDRO.

Storia donata da M.P.

Furto con destrezza

Nel periodo pasquale, dove lavoro, si cucina il capretto. Un giorno a pranzo, mentre prendevo le ordinazioni, mi accorsi che entro’ un cagnolino, avanzando spedito verso la cucina.

Mantenendo un certo distacco, conclusi con l’ordine e mi avviai verso la cucina. Incrociai il cagnolino che si apprestava ad uscire, passando in mezzo alla sala con in bocca un grosso osso di capretto. Chiesi alla cuoca come mai avesse dato l’osso al cane, mi rispose, che se l’era preso da solo pensando che il cane fosse di un cliente. Non era così’. Non so cosa avesse guidato così sicuramente la bestiola verso la cucina , così tranquilla e sicura, sembrava conoscere la strada alla perfezione.

Che fosse la reincarnazione di un nostro cliente ?

D.R.C.

Il pistolero

Io e la mia amica andiamo tutte le mattine in piazza a fare la spesa, essendo pensionate, un po’ per bisogno, un po’ per hobby. 

Quella mattina dopo la spesa raggiungemmo le biciclette, purtroppo la mia amica si accorse di aver perso la chiave del lucchetto.

Cosa fare ?

I D E A !!!!!!!

La mia amica vede un vigile urbano, lo raggiunge e gli chiede : ” Scusi signor vigile, io ho perso la chiave della bici, siccome ho un sacco di spesa, che pesa, lei potrebbe sparare, con la sua pistola, al lucchetto così’ si apre ? Grazie”.

Avrei voluto morire.

G.C.

Donna con fantastico pancione

Cosa c’e’ di più bello della maternità

Entra una signora, simpatica si scambiano le solite battute di formalità  e non si poteva non notare la panciona. Invogliato dall’accarezzare tale spettacolo esco dal bancone e mi avvicino. Delicatamente appoggio una mano sul ventre e chiedo con faccia inebetita “ Quanti mesi sono signora ? Sette o otto ?”……..

NON era in cinta e la mia mano, mentre si appoggiava, sprofondava nel lardo.

Che figura…….

A.L.

I Numeri del Lotto arrivano dall’aldilà

Arrivo in negozio (ore 14:30), porta aperta nessuno dentro.  Tranne il titolare, un tipo con un panzone gigante, baffettino striminzito tipo il padrino (vedi Marlon Brando), seduto alla scrivania con davanti un grande foglio bianco. In mano una penna pronto a scrivere, lo saluto e non risponde. La testa era abbassata sul petto e gli occhi erano chiusi. Mi fermo e mi avvicino per guardarlo meglio, era ancora vivo. Avvicinandomi sento un rantolio gutturale, “uhmmmm ,  ohmmmmm” , la mano inizia a muoversi e fare dei strani segni sul foglio.

I segni saranno poi interpretati come numeri del lotto. Che non vinse mai. Questo personaggio, alla fine dell’anno, fece trovare ai dipendenti le serrande abbassate e lui scappo a Johannesburg lasciandoli tutti a casa, senza preavviso. Si fece fare un fido dalla banca da un miliardo e pago’ i fornitori a 120 (non li pago’) vendette il materiale e ciao, ciao.

A.L.

Scarpa bucata ……… stipendio assicurato

mesi e mesi che ricevevo acconti su acconti e mai lo stipendio pieno.

Preso il coraggio a due mani chiedo udienza al titolare e domando se mi da’ 1 mensilità intera.

Il titolare mi espone i problemi che la ditta sta attraversando, i fornitori, i clienti che non pagano, le bollette e poi mi mostra una scarpa bucata.

Una fortuna per me le sue scarpe bucate, mi sembrava un invito a nozze e con il massimo orgoglio ho mostrato le mie di scarpe.

Delle scarpe da tennis che sembravano delle ciabatte da scogli, un foro tenuto unito dalla suola e i lacci rotti.

Mi diede , magicamente, un assegno con tutti i soldi.

A.L.

TRAMEZZINO AGLI SPINACI

Giornata calda come poche.

La cliente tutta perfetta che entra nella trattoria e indica alla barista il tramezzino, lo prende a piene mani e si mette sull’uscio a mangiare, dopo poco torna indietro tutta gioiosa e si rivolge alla barista “ CHE BUONO QUESTO TRAMEZZINO AGLI   S P I N A C I , ne hai un altro.” La barista gli fa’ presente che non ci sono tramezzini agli spinaci, ma la cliente porge l’ultimo pezzettino di tramezzino alla banconiera e gli fa’ vedere il verde sul tramezzino. Quel giorno nella trattoria non erano stati fatti nessun tramezzino agli spinaci. Cosa accadde ? La gentil donna semplicemente aveva mangiato sull’uscio della trattoria sotto le grondaie, dove dei simpatici colombi gli hanno depositato degli “ottimi” spinaci.

D.R.C.

LA PATENTE

Anche questa è successa veramente

Uno arriva alla grande tenera età di 81 anni e scopre di avere la patente in scadenza.

Va a fare la visita medica di routine: tutto regolare (vista e udito). Ma il medico dice che deve fare altre visite: neurologica e cardiologica. Lo splendido 81enne prende il foglio (che il medico gli passa con la sufficienza dovuta a un numero) con la prenotazione delle visite, e legge: novembre 2008.

Che cosa succede a un povero 81enne, con la sua bella vitalità e freschezza intellettuale, quando si vede inchiodato senza patente per otto mesi?

Questo è successo davvero, nell’indifferenza del

sistema Italia. Per fortuna, andando privatamente e pagando dei bei soldi, i tempi si sono ridotti a un solo mese senza patente.

Sono le cose che fanno male a tutti. 

Ma pensiamo positivo: con queste visite mi tengono sott’occhio il mio splendido 81enne.

M.B.

Appesi a un filo

Estate, le giornate sono lunghe e la sera il caldo dà un po’ di requie. Ore 15.30 del pomeriggio: l’allora mio moroso (ora nonostante tutto marito) mi dice “Dai, mi è venuta in mente una cosa bellissima da fare, ci divertiamo un sacco, andiamo a Rocca Pendice a fare una calata in corda doppia!”. Sarà stato il caldo, sarà stato l’amore, ho accettato. Bello, bello, si va a piedi fino a uno strapiombo, poi ci si mette gli imbraghi, ci si lega per bene e si scende giù per decine di metri nell’aria fresca del tardo pomeriggio e con un bel panorama dei Colli Euganei.

Peccato che il punto da cui scendere non era quello da cui stavamo scendendo.

Peccato che era pieno di cespugli e che la corda, che bastava appena appena per arrivare in fondo (dal punto giusto erano molti meno metri di dislivello…) decide a un certo punto che è più divertente annodarsi a un ramo.

E io, che soffro di vertigini, mi trovo bloccata nel punto che doveva essere il più bello, appesa per aria con solo la corda a cui appigliarmi. Terrore!

Corda irrecuperabile.

Cellulari non proprio pratici da raggiungere.

Ipotesi fantasiose dell’impavido arrampicatore esperto (?) di mollarmi lì e tentare di andarsene a snodare la corda.

Poi il miracolo: un gruppetto di tre arrampicatori che stava tornandosene a casa passa esattamente sotto di noi.

Si organizzano e, dopo aver calato me, recuperano la corda annodata al ramo. Do il mio meglio in imprecazioni contro il moroso che si deprime al massimo.

La ragazza del gruppo mi bada un po’ e rassicura il moroso che “Tranquillo, è normale, poi si calma”.

Poi siamo tornati a casa. Mi sono calmata. Ci siamo sposati.

Ma non abbiamo più arrampicato se non con me salda a terra a tenere le corde in sicurezza.

L.C.

A QUATTRO MANI 2

p.s. leggi la prima versione scritta da lui…

Una sera usciamo a cena e l’auto fa i capricci, regge l’andata, al ritorno si ferma davanti casa e non parte più. Lei scende e sale in casa perché come al solito gli scappa. Aspetto e non la vedo tornare. Salgo ed e’ seduta che guarda la tv. “Dai , che mi aiuti a metterla dentro al garage, io spingo e tu guidi”, gli chiedo.